Ritratto di famiglia con tempesta dal 25 maggio al cinema

Esce giovedì 25 maggio, in 40 cinema, l’attesissima “commedia umana” del grande Kore-eda distribuita dalla Tucker Film.

Dopo l’applaudito mini-tour che, due settimane fa, lo ha portato a Milano, Roma (incontro storico con Nanni Moretti!) e Torino, il grande regista Kore-eda affida ora al pubblico la sua nuova “commedia umana”: da giovedì 25 maggio uscirà infatti in 40 cinema, sotto il segno della Tucker Film, l’attesissimo Ritratto di famiglia con tempesta (After the Storm).
«Se, quando morirò, Dio dovesse chiedermi ‘Cosa hai fatto di buono sulla terra?’, penso proprio che gli farei vedere questo film», sono parole dello stesso Kore-eda, e forse non serve altro per capire quanta emotività biografica (quanta vicinanza personale) ci sia dentro lo script e dentro le immagini. Dentro una piccola storia che, raccontando le dinamiche di una famiglia giapponese, riesce a raccontare con intelligente leggerezza le dinamiche di ogni famiglia problematica.
Ryota, cui presta irresistibile e spavalda goffaggine l’Abe Hiroshi di Thermae Romae, è un loser che sembra uscito dalla penna di Svevo: promessa (non mantenuta) della letteratura, giocatore d’azzardo, investigatore privato per tenersi a galla, ex marito di un’ex moglie che ha esaurito le ingentissime scorte di fiducia, padre maldestro di un bambino che conosce poco, figlio fragile di un’anziana madre amorevolmente rassegnata (Kiki “Signora Toku” Kilin). Basterà una lunga notte di tempesta, con i quattro personaggi obbligati a condividere gli stessi metri quadrati fino all’alba, per attutire gli spigoli del presente e, soprattutto, del futuro?
Ritratto di famiglia con tempesta è, dunque, una sorridente riflessione sul corto circuito, quasi sempre davvero crudele, tra i sogni e la vita quotidiana. Una ballata dolceamara in cui Kore-eda (Father and Son, Little Sister) ci diverte e ci commuove parlando di inettitudine e di possibile redenzione, di cadute e di possibili riscatti, senza mai sovrapporre all’umanissima osservazione dei fatti l’inutile pesantezza del giudizio.
Citando ancora Kore-eda: «La scintilla da cui ha preso vita il film è scattata nel 2001, quando mia madre, rimasta sola, ha deciso di cambiare casa e di trasferirsi in un complesso residenziale. Un giorno sono andato a trovarla e ho subito pensato che fosse la location perfetta per girarci un film. La prima scena che mi è venuta in mente? Una passeggiata in mezzo ai palazzi, di mattina, con l’erba luccicante di pioggia. La città è bellissima dopo una tempesta!».

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