Occhi d’oro – Meg

Un tema sempre d’attualità ma mai come ora, quello di una scelta difficile: lasciare la propria terra per cercare altrove la felicità a cui si ha diritto.

Ma per una volta proviamo a scordare la nostalgia, che rende tanto più pesante la “valigia”…, e cerchiamo un modo per vivere con gioia quel nuovo capitolo della nostra vita! Certo, con una persona cara al proprio fianco tutto può diventare più lieve…

 

“Occhi d’oro è per tutti coloro che vanno via, che decidono di partire per ridare inizio a una vita che non stava più funzionando. Decidono o son costretti? Stanno andando via centinaia di migliaia giovani (e non solo) italiani dal loro paese. Non soltanto alla ricerca di lavoro ma anche alla ricerca della felicità, che senza un lavoro non può esser nemmeno sfiorata. Occhi d’oro l’ho scritta cercando di raccontare come oggi “casa” non sia dove si nasce e nemmeno dove si è cresciuti: casa è dove ci si realizza. E spesso questa casa è mobile fragile precaria. Occhi d’oro è omaggio a tutto questo e in questa fase della mia vita assai nomade lo capisco ancor di più.”

 

Così la racconta Meg, che con “OCCHI D’ORO” pubblica il quinto singolo da “Imperfezione”, il suo terzo album solista per la sua etichetta Multiformis.

Un brano in cui ritroviamo le caratteristiche più forti di questo album: la priorità all’istinto, le ritmiche, i beat potenti, sporchi e distorti, ma soprattutto parole di gioia, speranza, orgoglio…

 

“OCCHI D’ORO” si fa accompagnare da un video che rispecchia tutta la ricchezza di questa canzone: il timore, l’altrove, la scoperta, la gioia. E per riuscirci Uolli, il regista che ha realizzato anche il surreale video di “Imperfezione”, si è servito di un espediente davvero particolare…

“È un video realizzato con una tecnica complessa in cui ogni elemento e ogni gioco presente in scena non è realizzato in post produzione o con chroma key, ma semplicemente riflesso attraverso specchi reali. Meg indossa infatti tre abiti specchianti appositamente realizzati per la produzione del video e diventa così essa stessa una componente del funzionamento di questa tecnica e della rappresentazione “analogica” di un mondo dentro ad un altro mondo.” (Uolli)

 

…La felicità è tutta nel giusto punto di vista!

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