EVIL SOULS il Gotico Rurale nella Bassa Friulana

Locandina-Evil-Souls
‘EVIL SOULS’, il Gotico Rurale nella Bassa Friulana Di Davide Tarò
Regia: Roberto & Maurizio Del Piccolo
Cast: Holly Dillon, Peter Cosgrove, Lisa Marrs, Julian Boote, Paola Masciadri, Emanuele Ignomirelli
Sceneggiatura: Roberto e Maurizio Del Piccolo, Julian Boote
Editing: Maurizio Del Piccolo
Fotografia: Tommaso Borgstromm
Effetti Speciali: Moviedel (Nicole Rossin e Serena Caiani)
Musiche: Paolo Bernardini
Produzione: Moviedel – UK (Roberto Del Piccolo, Lisa Marrs)
Anno: 2015 Italia, UK
Durata: 93’
Setting: Muzzana Del Turgnano (Ud)

“Campagne silenziose in mezzo alle quali le aie coloniche si disegnano come cicatrici, paludi coperte di infide nebbie, boschi fitti e scuri sui fianchi dei monti, piccoli paesi di una provincia solo in apparenza paciosa.
Il mondo rurale, la civiltà contadina è sempre stato come sospeso fra cristianesimo e paganesimo (non caso ‘pagus’ villaggio lontano dalla cubist), in bilico fra fede e superstizione. Così, accanto alle figure canoniche religiose sopravvivevano altre figure meno benevole e protettive, con nomi differenti ma con la stessa essenza “

( Francesco Guccini , Postfazione, pag 169 in GOTICO RURALE di Eraldo Baldini, Frassinelli 2000)

Gotico Rurale: un genere/sottogenere/affinità elettiva che nella neo cinematografia horror di autori horror friulani è davvero ben presente, magari anche a livello inconscio. Oltre il guado di Lorenzo Bianchini (già autore di Lidris cuadrade di tre Radice quadrata di 3 e Custodes Bestiae) ne è uno sfolgorante esempio,come il meno conosciuto Dies Irae di Massimo Coloso e Luca Sirch di Cormons (Go).
Questo nuovissimo ed interessante Evil Souls di Roberto e Maurizio Del Piccolo entrambi registi provenienti da Muzzana Del Turgnano (Ud) si può inscrivere in questa affinità che come un vento nuovo, fresco e sanguinario infesta le terre del Friuli Venezia Giulia.
Formalmente questa selvaggia creatura, forse, si avvicina parecchio al “genere” ‘satanic torture porn’ (soprattutto nelle scene della room delle torture e nella gestione formale di essa che ne dà il regista) ma la sua intima essenza va a ricercarsi altrove, più che altro nelle inquadrature di paesaggio/setting (rarissime ma per questo più significanti) della torre del campanile del borgo di Muzzana per esempio, così architettonicamente simile a quelli della vicina Venezia e dei borghi della bassa friulana ad essa limitrofi, inquadrature che fanno irradiare nello schermo quel senso diffuso e ben radicato di gotico legato a campagne silenziose interrotte a tratti da costruzioni di grandi case e casolari abitati da pochi umani, grandi e a volte dimenticati e lugubri spazi a disposizione di poca gente.
Filari lunghi e abbandonati in boschi ricoperti con sudari di nebbia padana.
Una antica profezia che narra di una nascita di un’entità maledetta che attraversa i secoli, l’arcana ed inquietante presenza poco al di fuori della cittadina di Muzzana Del Turgnano del ‘Guardiano della Stanza’: Valentine (Peter Cosgrove già attore nel film The Hounds, opera prima dei Del Piccolo), una stanza dove egli (Vestito da maschera veneziana settecentesca che sembra fuoriuscita da un libro di De Sade) tortura con gusto, e con rimandi sessuali neanche troppo sopiti, le sue due prigioniere.
Jess Taylor (Holli Dillon già interprete del corto horror Needles and Night of the Loving Dead) donna che ritorna una sera nel suo casolare e trova la baby sitter morta e suo figlio scomparso, dopo una brevissima ricerca per il paese di Muzzana dove gli pare di vedere un bambino inquietante (che legge il nostrano Dylan Dog) perde i sensi e quando si riprende si ritrova inerme ed incatenata ad una Stanza, la Stanza delle torture il cui guardiano è il misterioso Valentine, proprio qui vede Susan Papworth (Paola Masciardi) incatenata come lei al muro della Stanza delle torture.
Insieme le due donne cominciano a ricordare sepolti ricordi di infanzia: le due erano amiche a Muzzana e le loro gravidanze non sono state casuali ma facenti parte di una diabolica ed arcana profezia.
Nella cittadina vi è anche un prete, Padre Albert (Julian Boote interprete di Dead Room e Killer Saurus) che segue come può le tracce e testimonianze di questa maledizione antica come il mondo.
Inoltre, personaggio essenziale è Maddie (Lisa Holsappel-Marrs, executive producer del film con i Del Piccolo) misteriosa prostituta drogata che fa parte integrante dei ricordi di infanzia dei protagonisti e parte integrante della maledizione al di là del tempo; questo personaggio, a veder bene il film, potrebbe essere il simbolo stesso incarnato dell’ “Evil” del titolo, il male incarnato dalla dipendenza da eroina iniettata in vena, una maledizione atavica che rinchiude le persone in stanze della Tortura e le loro famiglie di conseguenza.
Il film a volte dà proprio l’impressione di vacillare nell’incontro/fusione tra la rappresentazione di un mondo arcano, oscuro e cattivo, “gotico rurale” appunto, ed i fatti di cronaca moderna (prostituta, droga) e della storia contemporanea (la Shoah, Bomba atomica ed Hitler su tutti) ma con il sopraggiungere ferino del finale trascinante autoctono e ctonio nelle vigne e attraverso i boschi friulani attorno a Muzzana, pienamente nelle corde della regia dei Del Piccolo che avevano già fatto nel precedente The Hounds la gavetta di effetti speciali casalinghi da puro ed etico sexploitation (come il Sam Raimi di La Casa/Evil Dead) ma assolutamente funzionali come l’indimenticabile soggettiva dell’occhio a penzoloni di cui i registi vanno giustamente ancora fieri; lo spettatore non ha poi più tutto questo tempo di soffermarsi sopra a dettagli e in effetti si concentra sul finale davvero trascinante e senza pietà del film.
Ed è giusto che sia così, in fondo.

PROIEZIONE In Concorso al TOHORROR FILM FESTIVAL di Torino: Venerdì 9 ottobre ore 23 Blah Blah
Via Po, 21 – Torino

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