PER MANO IGNOTA #Gorizia 28/05/14

peteanoMercoledì 28 maggio alle ore 15:00 presso il Kinemax di Gorizia, piazza della Vittoria 41 verrà proiettato per gli studenti dell’Università di Udine alla presenza del professor Fulvio Salimbeni, docente di storia contemporanea presso lo stesso ateneo, il documentario del regista goriziano Cristian Natoli “Per Mano Ignota. Una Strage Dimenticata”.
Il film documentario ripercorre i fatti della cosiddetta Strage di Peteano, attraverso
ricordi, esperienze, testimonianze e l’analisi del momento storico in cui essa ebbe
luogo.
La narrazione affronta in maniera obiettiva e filologica l’avvenimento principale
tramite il racconto diretto dei suoi protagonisti, il quale è integrato da descrizioni
aventi lo scopo di inquadrare geograficamente e storicamente l’episodio, così da
contornare ed arricchire il valore complessivo della storia, lungamente dimenticata,
ma che ha lasciato un segno indelebile sul territorio goriziano.
Un film di Cristian Natoli
Film documentario, 60 min, Italia, 2012
Formato: HD
Riprese: Italia
Lingua: Italiana/ sottotitoli inglese

LA STORIA
La storia si sviluppa raccontata dalla voce diretta dei protagonisti: dalle vedove, dagli
amici e dai colleghi dei carabinieri assassinati; dagli avvocati che hanno seguito il
processo dei sei “indagati” goriziani ingiustamente accusati; da alcuni indagati; dai
giornalisti che seguirono le vicende giudiziarie, dal giudice istruttore del processo di
Venezia che svela i reali colpevoli.
Alle interviste, si alternano immagini di repertorio: fotografie provenienti da numerosi
archivi storici o tratte da giornali dell’epoca, filmati realizzati dalla Rai e da
videoamatori dell’epoca e inoltre delle immagini tratte dalla partita Ajax-Inter svoltasi
la sera dell’attentato e alibi di molti dei sospettati.

Nel 1972 le indagini sull’attentato vengono affidate al comando dei Carabinieri e
coordinate dal Generale Mingarelli che, scartata la pista rossa, punta dritto su sei
giovani abitanti locali presi come capro espiatorio (la cosiddetta “pista gialla”).
Le vedove dei carabinieri assassinati raccontano di come vissero quella tragica
perdita, di come reagirono al dolore trovando infine la forza di ricominciare.
I colleghi dei carabinieri assassinati ricordano quella sera piovosa, volgono lo sguardo
al passato che sembra loro, nonostante il tempo, così vicino.

La donna accusata ingiustamente di aver compiuto l’attentato parla di come visse
quell’orrore, delle notti trascorse al carcere che sembravano interminabili, dell’odio
inesprimibile che l’opinione pubblica aveva maturato nei suoi confronti.
Gli avvocati difensori dei sei “incolpevoli” raccontano la spy-story che li vide
protagonisti, tra minacce e intercettazioni telefoniche, tra giochi di potere e finti indizi.
La loro vittoria è la vittoria della giustizia, intesa questa come qualcosa di concreto e
non come un inespresso concetto ideologico.

A fare da cappello iniziale e conclusivo alle interviste le parole di Gian Pietro Testa,
scrittore e giornalista che seguì tutta la vicenda dalle pagine del quotidiano “Il Giorno”,
traendone un libro che si rivelò lungimirante a vicenda conclusa. Il suo raccontare è il
collante dell’intera prima parte della storia e il filo narrativo assume una forma ben
definita grazie al suo intervento.
Felice Casson (nel 1980 giudice istruttore di Venezia, oggi Senatore della Repubblica)racconta di come, giovanissimo, invece di archiviare il fascicolo sulla strage, individuò
con coraggio le omertà, i depistaggi, le falsità arrivando a scoprire i veri colpevoli della
strage.

Un fatto unico per la storia d’Italia: di tutti gli attentati avvenuti degli Anni di piombo,
quello di Peteano è l’unico di cui si conoscano gli autori.
Le parole di Casson si alternano con quelle di Giorgio Cecchetti, che al tempo delle
indagini seguì la vicenda per il quotidiano “La Repubblica”. Cecchetti vede la strage di
Peteano come una chiave di lettura di tutte le stragi italiane e lega in modo
incontrovertibile i tragici fatti del 1972 alla caduta della Prima Repubblica italiana.
Qui appare l’intervista di Sergio Zavoli del 2001 a Vincenzo Vinciguerra che svela il
volto del reo confesso della strage di Peteano, condannato all’ergastolo assieme a Carlo
Cicuttini (autore della telefonata) e Ivano Boccaccio.
Ha al suo attivo molte collaborazioni importanti con realtà come Mtv, Flux, Qoob,
Biennale di Venezia, LA7.

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