A #cannes2013 restaurati dalla Cineteca di Bologna HIROSHIMA MON AMOUR E LUCKY LUCIANO

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La Cineteca di Bologna di nuovo protagonista sulla Croisette,
con i restauri del suo laboratorio L’Immagine Ritrovata

Nel programma di Cannes Classics, il primo lungometraggio di finzione di Alain Resnais, Hiroshima mon amour, e i restauri realizzati con The Film Foundation (Lucky Luciano)
e World Cinema Foundation (Manila in the Claws of Light e Borom Sarret) di Martin Scorsese

Un tuffo in piena Nouvelle Vague: la Cineteca di Bologna e il suo laboratorio L’Immagine Ritrovata portano al Festival di Cannes (in programma dal 15 al 26 maggio), nella sezione Cannes Classics, il restauro di Hiroshima mon amour, primo lungometraggio di finzione di Alain Resnais che firma un film destinato a segnare l’immaginario cinematografico mondiale, affidandosi alla penna della scrittrice Marguerite Duras (che venne candidata all’Oscar per la miglior sceneggiatura originale). Diretto nel 1959 tra la Francia e il Giappone, Hiroshima, mon amour è il film che lancia Emmanuelle Riva, oggi riscoperta dal grande pubblico grazie al successo internazionale di Amour di Michael Haneke.
Il restauro di Hiroshima mon amour è promosso da Argos Film, Fondation Groupama Gan pour le Cinéma, Fondation Technicolor pour le Patrimoine du Cinéma e Fondazione Cineteca di Bologna, con il sostegno di Centre National du Cinéma et de l’Image Animée.

È l’amore di Martin Scorsese per il cinema di Francesco Rosi a segnare una nuova tappa nel recupero dei suoi film, che come pochi altri hanno saputo ritrarre e indagare vicende centrali della vita politica e sociale, della storia del nostro Paese: dopo il restauro del Caso Mattei, in occasione del Leone d’Oro alla Carriera all’ultima Mostra del Cinema di Venezia a Francesco Rosi, in collaborazione con The Film Foundation di Martin Scorsese, Cristaldi Film e Paramount Pictures (con il sostegno di Hollywood Foreign Press Association), la Cineteca di Bologna presenta, questa volta a Cannes Classics, il restauro di Lucky Luciano, diretto da Rosi nel 1973, terzo film, dopo Uomini contro e Il caso Mattei, affidato al volto di Gian Maria Volonté.

E sempre sotto l’egida di Martin Scorsese (in questo caso della World Cinema Foundation, che proprio al Festival di Cannes, nel 2007, ebbe il suo battesimo, nata per il recupero del patrimonio cinematografico di quello che lo stesso Scorsese definì in quell’occasione “neglected cinema”), Cannes Classics sarà quest’anno vetrina per il restauro (realizzato in collaborazione con il National Council of the Philippines) del lungometraggio filippino Manila in the Claws of Light, diretto nel 1975 da Lino Brocka, e il mediometraggio senegalese (in collaborazione con Institut National de l’Audiovisuel), Borom Sarret, realizzato nel 1969 dallo scrittore e regista Ousmane Sembène.

Il laboratorio L’Immagine Ritrovata sarà presente a Cannes Classics anche con altri due importanti restauri: Jour de fête (1949) di Jacques Tati (restauro promosso da Les films de Mon Oncle) e Plein soleil (1960) di René Clément (restauro promosso da Studio Canal).

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