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rezza_mastrella

Tre settimane passano in fretta !

” Riuscireste ad immaginare la metafisica spiegata da Achille Campanile? Il suo folle effetto si avvicinerebbe all’ ultima creazione teatrale Rezza Mastrella, cioè ad una stralunata rappresentazione dell’ Uomo alle prese con il puro Assurdo. Rezza è un attore che fa della fisicità il perno di una comicità insensata e violenta. La Mastrella è colei che “veste” lo spazio in cui Rezza scatena i suoi perversi spiriti. In FRATTO_X Rezza è sempre irresistibile. Usa i teli della Mastrella come abito, muro, diaframma, oppure come prigione dove lui appare crocifisso ai bracci di una X. Urla al partner muto Ivan Bellavista l’impossibilità di scoprirsi libero.”
da La Stampa di Osvaldo Guerrieri

“Antonio Rezza e Flavia Mastrella parlano ad una sola voce. Anzi a due voci complementari”
da Il Messaggero di Paola Polidoro

“Per natura irriverenti, graffianti, crudeli, spietati e terribilmente divertenti. Gli spettacoli di Rezza e Mastrella hanno costruito da zero un messaggio unico. Il FRATTO_X è di scena la paura dell’ altro, il mostro di questo nostro secolo. Si cammia fra i resti di un pasto totemico .Gli oggetti macchinici che l’artista visiva ha disegnato per il perfomer evocano tracce di preistoria capaci di anticipare un futuro senza più storia. Rezza si dona al pubblico in senso sacrificale in forma quasi matematica, a tratti disumana nello sforzo mnemonico che fa nel ritmo stordente in cui entra ed esce da se, dipanando tutti i sensi possibili dell’ identità e dell’ alterità. La forma e la demenza spesso insieme hanno raggiunto traguardi impossibili. Questo è uno dei più clamorosi.”
da I Quaderni del Teatro di Roma di Katia Ippaso

“Solo vedendo FRATTO_X, solo assistendo ai limiti corporei, alle suggestioni plastiche ed al guerreggiare dinamico che vibra già nel titolo come un ideogramma in 3D, solo ascoltando le violenze espressive, l’implacabilità estremistica e la tirannia del turbamento che la strordinaria ditta promette, ci si potrà convincere che il teatro di questi lottatori della voce e dello spazio è una sinergia fra i movimenti performativi e linguistici di Rezza e le produzioni di arte contemporanea di Flavia Mastrella. Con Rezza emergono sfacciataggini epidermiche, esaltate dalle materie prime e labirintiche di Flavia Mastrella”.
da La Repubblica _ Rodolfo di Giammarco

“La genialità scaturisce dalla più totale mancanza di regole. Non c’è neanche un pizzico di logica nel nuovo spettacolo Rezza Mastrella, assurdo quanto provocatorio. In scena ci sono ostacoli da superare e quella X fatta di teli che si tendono, scie luminose e strade impossibili da percorrere. I loro spettacoli non si possono descrivere, vanno visti, subiti poi masticati e digeriti.”
da L’Unità di Francesca De Sanctis

” Rezza corre, al solito strepita, si dimena confrontandosi con l’altro riducendolo a mera proiezione di sé stesso (qui il solito aiuto scenico Ivan Bellavista dimostra finalmente le sue ottime qualità d’attore), si dilania come caricasse in sé il grido dannato di tutti gli uomini. Proprio come spetta – loro malgrado – ai veri artisti. Disegna traiettorie di senso dichiarandone al contempo il tradimento, costruisce scene in cui il legame drammaturgico allora sperimentato si va necessariamente disperdendo, stritola lo spazio scenico sovrastandolo di presenza nell’accentramento sul corpo o estenuando un’assenza dal campo visivo, affina il linguaggio e ne usa gli strumenti per farli esplodere come un videogioco di guerra, inquadra gli avverbi, gli aggettivi, le alternanze temporali e spara le sue bombe senza orologeria.”
da Teatro e Critica di Simone Nebbia

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