LUPIN III La Donna Chiamata Fujiko Mine

(Mine Fujiko to iu onna)
13 episodi, Produzione: TMS Entertainment e NTV, Regia: Sayo Yamamoto, Character design: Takeshi Koike, Musiche: Naruyoshi Kikuchi, Giappone 2012

Dal 4 aprile del 2012 il canale nazionale NTV, per festeggiare i 40 anni di Lupin III (Rupan Sansei) di Monkey Punch, trasmette la quarta serie dedicata al ladro gentiluomo.
Strettamente con la giacca verde, che significa ritornare alle origini oscure, dure e più ancestrali del personaggio e della scenografia stessa, questa serie si occupa genialmente della storia pregressa. segreta e shokkante di Fujiko Mine e come straordinario “contorno” la storia di tutti gli altri personaggi che la incontrano col passare degli episodi.
Oltre a Jigen Daisuke, Goemon Ischikawa e l’ispettore Zenigata, la produzione aggiunge acutamente un personaggio assolutamente affascinante ed androgino: il francese Oscar.
Proprio grazie alla presenza di questo personaggio, il sesto episodio diventa un lucidissimo e meraviglioso esempio di shojo con punte di travestimenti tanto cari a serie quali Caro Fratello…
La regia della serie è affidata per la prima volta ad una donna, la brava Sayo Yamamoto che con la serie Michiko e Hatchin dello studio Manglobe (Ergo Proxy, Samurai Champloo) ampiamente sottovalutata e arrivata da noi grazie a Dynit e grazie alla sua messa in onda di MTV Italia quando ancora, bontà sua, trasmetteva anime nel suo palinsesto.
La regia è originale ma nello stesso tempo fedele alla storica prima serie, soprattutto alla impostazione data da quello che fu il regista dei primi episodi del 1971: Maasaki Osumi.

“Il regista dei primi sei episodi della prima serie si chiama Maasaki Osumi, ed è una figura particolarissima e molto affascinante, classe 1934, originario di Kobe, la sua passione per il teatro delle marionette tradizionali è stata bruciante sin dalla giovinezza, l’incontro con Yutaka Fujioka, patron dell’allora denominata Tokyo Ningyo Cinema (‘Ningyo’ voleva dire marionetta, bambola) casa esperta in spettacoli di marionette, non fu casuale, ma fondamentale.
Difatti nel 1965, Fujioka decise di convertire la produzione della sua casa produttrice, dalle marionette all’animazione, agli anime, cambiò il nome da Tokyo Ningyo Cinema a Tokyo Movie e si mise sopra il progetto, rimasto per anni in stand by (voluto fortemente dal grande Gisaburo Sugii) di una serie legata a Lupin.
Fujioka chiamò Osumi come regista della serie.
E la sua presenza si vede, l’impostazione di molte inquadrature, l’idea stessa di azione dentro un ristretto spazio scenico, il character design dei personaggi, il loro movimento dinoccolato e calcolato ricordano molto uno spettacolo di marionette tradizionali giapponesi, lo evocano direttamente.”1

E la storia della di questa quarta serie, sembra scritta apposta per questo tipo di approccio stilistico.

Il character design di Takeshi Koike (Red Line) regala un approccio stilistico molto stravagante all’impostazione dei personaggi e dei colori al neon, strabordanti, carichi, anni ’70.
L’effetto “cartoncino disegnato e scarabocchiato” che esiste come sfondo vivo e facente parte integrante della storia e del look vintage della serie, è stato fortemente voluto dalla regista e da Koike stesso.
Poi, la serie può capitare che scivoli nel fuiletton più profondo, con personaggi degni del Fantasma Dell’Opera, come la misteriosa e onnipresente Corte dei Gufi, ma in realtà non si tratta di scivolamento vero e proprio, visto che il personaggio ha queste atmosfere nel dna animato.
Le musiche non sono state affidate allo storico Yuji Ono, ma grazie all’interessamento di Schinichiro Watanabe (Cowboy Bebop, Sakamichi No Apollon), musiche di stile jazz, bebop e altre prendono il sopravvento, avvicinandolo ad una certa idea di noir europea, le musiche di Naruyoshi Kikushi (Trigun) riplasmano un intero mondo, genialmente.
La serie molto difficoltosamente troverà spazio in Italia per esempio nel suo alveo naturale di Italia 1, mentre su canali come RAI 4 o MTV ITALIA potrebbe fare la sua figura.
E’ probabile che finisca solamente su satellite per il canale MAN-GA, se Yamato Video, continuerà come sta già facendo, l’acquisizione dell’intera library di Lupin III, ma un passaggio sul digitale terrestre dovrebbe essere garantito da una rivendita di diritti in seconda visione.
In Giappone la serie ha creato interesse, riviste quali Mystery Magazine n°7 e la rivista PEN n°315 hanno dedicato un intero dossier alla serie (e al personaggio) di 70 pagine!
Una notevolissima serie, una grande chicca di animazione.

Davide Tarò

1 Davide Tarò, Mostra di Lupin III per Lucca Comics 2009, citazione tratta dal pannello ‘Lupin III Incontri/Scontri’, 001Media/Mediaset 2009.

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