GARDEN OF SINNERS

Kara No Kyokai, serie di Film d’animazione (7), Soggetto originale: dal romanzo di Kinoku Nasu (Tsukihime, Canaan, Fate/Stay Night, Regia: Aoki Kei, Takuya Nonaka Character Design: Takashi Takeuchi (Fate/Stay Night), Tomonori Sudo, Musiche: Yuki Kajiura (Tsubasa Chronicle, .hack, Noir) Produzione: Type Moon, Animazioni: Ufotable, durata: da 49’ a 119’ minuti. Giappone 2007-2009, Inedito in Italia.

Quando si parla di “detection” nell’animazione giapponese, è difficile non collegarla agli archetipi della “detection di Mamoru Oshii”1
Questa ottima e promettente “serie” di medio metraggi animati non fa eccezione, e il personaggio femminile ha quel qualcosa di “oltremondano”2 che lo colloca immediatamente al cospetto della memoria di Motoko Kusanagi in Ghost in the shell e non solo.
La regia è qualcosa di fantasmatico e nello stesso tempo geometrico e logico, agghiacciantemente bello e suadente, con un’animazione dannatamente fluida come non se ne vedevano da tempo.

La storia creata dal geniale Kinoko Nasu, co-fondatore dello studio Type Moon, và dal 1995 al 1999, ma non segue assolutamente l’ordine cronologico degli eventi che occorrono ai personaggi, e ciò dà un gusto lisergico – frammentario a tutta la struttura della storia e degli avvenimenti della inquieta e inquietante protagonista.

Si comincia nel primo film a settembre 1998: Una serie di suicidi misteriosi e particolarmente atroci stanno avendo luogo in un vecchio quartiere della città, più precisamente nel complesso residenziale abbandonato che solo pochi anni prima era molto ricercato e abitato: i ‘Fujo Buildings’.
Cominciano a girare voci e soprattutto leggende metropolitane su fantasmi che costringerebbero le vittime ad uccidersi, la giovane e misteriosa Shiki Ryogi si dirige sul posto per investigare e mettere fine a questa catena di suicidi.

Molto in fretta la situazione degenera, e i fantasmi che si supponevano diventano, forse, ben più “reali” e pericolosi.
La giovane possiede un potere: il ‘Mistic Eyes of Death Perception’, che le permette di vedere la morte, ma non sapendo precisamente come essa arriverà, da notare che negli altri episodi la storia si svolge nel 1995 e Shiki questo potere in quel momento non lo ha ancora, staremo a vedere in che condizioni e quale avvenimento traumatico le donerà questo incomodo “dono”.
Tutto è collegato tramite l’amico della giovane, Kokuto Mikiya che le dona amicizia, giovane e gentile ragazzo che crede nell’essere umano e nell’amicizia, lui è probabilmente l’origine del cambiamento di Shiki.

Nel primo episodio il ragazzo che viene ospitato da Shiki sembra un fantasma, è davvero morto?
Nel secondo episodio dal titolo molto evocativo e bello ‘Senso del dolore residuo’, che si colloca nel 1997, sembra che la doppia personalità assassina che possiede Shiki, voglia uccidere davvero a sangue freddo il giovane ragazzo in un freddo giorno di pioggia…
Tutto avrà una risposta, però non linearmente, e non è detto che alcune risposte vengano date in capitoli limitrofi cronologicamente…
Ambientazione prettamente notturna per una serie di film che farà (e ha fatto) molto parlare di sé, i Giapponesi hanno dovuto aspettare più di un anno e mezzo per la conclusione delle gesta di Shiki, la prima pellicola uscì a dicembre del 2007, l’ultima nell’estate del 2009.
Staremo a vedere in Italia.

1 Davide Tarò, Messinscena Atto Primo: La Detective Story, pag 67 in ‘Oshii Mamoru Le affinità sotto il guscio’, Morpheo Edizioni, Rottofreno (Pc), Marzo 2006.
2 Davide Tarò, La Figura femminile: “Lo spirito nella macchina”, pag 113 in op. già citata.

Davide Tarò.

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