MANGA IMPACT, Il Mondo dell’animazione Giapponese

AA.VV Phaidon Press Limited, 294 pagine colori, 500 immagini, 39,95 euro.
Libro uscito in occasione dello storico Manga Impact di Locarno e Torino del 2009, retrospettiva più grande d’ Europa mai fatta sul cinema d’animazione giapponese.
Un po’ in ritardo ma è riuscito ad uscire, fortunatamente.
Dalla Phaidon, casa editrice Londinese avvezza a pubblicare volumi illustrati di ogni sorta e foto che un pubblico scelto e specializzato dimostra di apprezzare sempre di più, e l’impaginazione si vede: tantissime illustrazioni, disegni su una carta di tipo paperback “americano” un tantino più ricercata.
Lo stesso libro possiede un agile senso di lettura, con delle linguette dal design accattivante che possono diventare a loro volta costa del lato destro del volume, trasformando l’elenco in un bel tomo che assomiglia ad una confezione dvd.
Tutto questo per descrivere la pur interessante forma esterna.
La forma in effetti dà il contenuto in molti contesti, questo non fa differenza.
Per volere della stessa casa editrice londinese, la struttura del libro si dipana tramite ordine alfabetico di personaggi, registi, sceneggiatori, musicisti del cinema d’animazione giapponese, dando un forte senso (forse) di disordine, ma sicuramente per un lettore non avvezzo può essere d’aiuto se non da stimolo alla lettura.
Ecco i nomi dei collaboratori: Philip Brophy musicista, regista, scrittore e docente, Carlo Chatrian critico cinematografico e consulente di fari festival, Jonathan Clements autore di Schoolgirl Milky Crisis e Anime Encyclopedia, Jordi Costa critico cinematografico e autore di articoli sul cinema asiatico Luca Della Casa curatore della sezione di anime e film asiatici per il Future Film Festival, Stephane Delorme direttore editoriale dei ‘Cahiers du cinema’ Davide Di Giorgio critico cinematografico che cura la rubrica sull’animazione giapponese per la rivista on line ‘Sentieri Selvaggi’ Daniele Dottorini critico cinematografico docente e consulente per numerosi festival, Stefano Gariglio scrittore di articoli sul cinema asiatico e sugli anime, membro dell’associazione culturale neo(N)eiga, Paul Gravett critico docente curatore e storico del fumetto internazionale, Erwan Higuinen giornalista e critico della rivista ‘Les Inrockuptibles’, Fabrizio Liberti si occupa del palinsesto dei film per Rai Uno, Helen Mccarthy è autrice di The art of Osamu Tezuka: God of manga e coautrice di The Anime Encyclopedia, Fabrizio Modina noto collezionista di giocattoli, merchandising anche e (soprattutto) giapponese,Giona A. Nazzaro critico cinematografico e cura la programmazione per il Festival dei Popoli di Firenze, Maria Roberta Novielli docente di giapponese all’università Ca’ Foscari di Venezia, Grazia Paganelli è critico cinematografico e cura la programmazione del Museo Nazionale del Cinema di Torino, Gianni Rondolino storico del cinema ed editorialista per il quotidiano La Stampa, Michel Roudevitch disegnatore di cartoni animati,sceneggiatore, animatore e regista attivo nell’industria del cinema d’animazione sin dagli anni sessanta, Mario A. Rumor storico critico di animazione giapponese e redattore della rivista ‘Man-ga!’, Stephen Sarrazin critico d’arte e di cinema, docente, David Surman insegna progettazione di videogiochi alla University of Wales, Newport.
Perché ho fatto tutto l’elenco di chi ha partecipato?
Perché per me è importante capire i curriculum di chi collabora ad una iniziativa, soprattutto rara e preziosa, come in questo caso.
Ad un primo esame, appena (forse) la metà di collaboratori ha davvero le competenze specifiche per scrivere un libro di questo tipo, togliendo Mario A.Rumor, Jonathan Clements, Stefano Gariglio, Luca DellaCasa, Helen McCharty, Davide DiGiorgio e pochi altri, il rimanente “mucchio selvaggio” del gotha critico cinematografico non ha competenze specifiche sugli anime di cui comunque scrive.
Non è un problema si dirà, e mi posso trovare in parte d’accordo, anche dal punto di vista di una rivalutazione critica generalizzata auspicata negli scorsi e pionieristici anni, ma vien da chiedersi se un tale gruppo di seppur nobili “novizi” sarebbe stato culturalmente accettabile su una monografia di eventuali grandi del cinema quali Werner Herzog, Isabelle Huppert, Wim Wenders ed ancora altri in blindatissime monografie del Castoro e co-editate con il Museo Nazionale del Cinema di Torino per esempio?.
Passerò comunque ai contenuti per difendere, seppur in maniera distaccata e ormai fumosamente distante, la mia amara ma pacata constatazione.
Personaggi “classici” e conosciutissimi da molti quali ad esempio Lupin III, Mimì e le ragazze della pallavolo, Hello Spank! e una considerevole quantità di altri titoli vengono usati per coprire l’ “ignoranza” (in senso di ignorare qualcosa, niente di più umano) degli scrittori, ed è un peccato, per loro e per noi lettori che non abbiamo la possibilità una volta di più di scoprire invece delle curiosità e approfondimenti che magari qualche altro redattore avrebbe potuto scrivere, ma che purtroppo, magari, non facendo parte del gotha critico o del salotto “buono” non ha potuto scrivere.
Siamo in Italia si dirà, lo dico anch’io.
Ma il volume è imperdibile, fosse pure anche per i contributi di quella bibbia umana sull’animazione giapponese (lui si) di Jonathan Clements che ci racconta per la prima volta in Italia titoli quali Sazae-San, Sinbad il film, i registi Sori Fumihiko, Sugino Akio,Yabuki Kimio e Yamamoto Eichi, o ancora uno storico collaboratore di Yamato Video in tempi storicamente non sospetti che fa di nome Mario A. Rumor che ci cita e ci fa ricordare (finalmente!) di registi quali Serikawa Yugo e Takahashi Ryosuke, oppure l’animatore Shirato Takeshi o lo sceneggiatore Sonoda Hideki o Yuyama Kunihiko.
Una nota dolente è la parte dedicata alla bibliografia completamente dedicata a titoli ed autori stranieri, per carità ben vengano, sono importantissimi anche per gli studi italiani, ma possibile che non ci fosse nessun altro testo italiano degno di nota?
Sono presenti nel volume utilissimi elementi e strumenti quali il glossario, l’indice dei titoli, indice dei registi e dei creatori, indice dei personaggi.
Inoltre alla fine del libro vi sono anche tredici saggi, di cui interessantissimo quello di Fabrizo Modina, da notare purtroppo quelli dei docenti universitari Rondolino e Novelli che non sono all’altezza della loro fama, essendo a mio parere un po’ “polverosi” e in alcuni casi pure imprecisi.
Un libro comunque imperdibile perché era una occasione (parzialmente colta) che non tornerà più, perché era ideale complemento di una rassegna rarissima, scomoda, che probabilmente e colpevolmente mai sarà di nuovo.
Davide Tarò.

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