SURVIVAL OF THE DEAD [ home video ]

Usa 2009, Soggetto e Regia: George A. Romero, Fotografia: Adam Swica, Cast: Alan Ven Sprang, Kathleen Munroe, Julian Richings, Durata: 90, Disponibile in home video da Minerva RaroVideo.

“Sopravvivenza” dei morti di Romero, quarantuno anni dopo, dopo cinque film precedenti: The night… La notte (quello in bianco e nero, quello irripetibile, del rivoluzionario ‘68), Dawn… che in originale era ‘L’alba dei…’ ma con il titolo italiano un po’ casereccio e impreciso voluto dal nostro Dario Argento ‘Zombi’ (quello più sociologico, citato amorevolmente nel titolo del primo numero del fumetto italiano Dylan Dog di Tiziano Sclavi, da antologia l’assedio al supermercato con tanti morti/consumatori), The Day… (quello meno visto, , ma assai simile a questo nuovo, più di quanto si creda con il disperato tentativo di addomesticare i morti/la morte), il meno riuscito The land, La Terra dei … e per finire l’aprezzatissimo Diary of the dead, Le cronache dei morti viventi (una citazione al progetto Blair Witch Project, ed una vera e propria critica e lucidissima speranza dei nuovi media e delle nuove generazioni contro il potere precostituito e menzognero) visto per ora solo in home video grazie a Minerva RaroVideo e sugli schermi di Sky.
E poi c’è questo nuovo Survival of the dead, che sarebbe dovuto essere girato in un potente bianco e nero, ma che così non è stato.

Un’isola remota al largo della costa nordamericana che dovrebbe essere una sorta di paradiso terrestre è minacciata dall’invasione (ormai storica e narrata da diversi punti di vista) di Morti Viventi. Alcuni ex militari sopravvissuti ( che incrociano per un istante gli studenti di cinema nei boschi della Pensylvania del penultimo film della saga ‘dei morti viventi’) arrivano sull’isola in cerca di un posto tranquillo dove poter iniziare una nuova vita ma ben presto i sopravvissuti constatano con orrore che quella che sembra essere una rispettabile provincia americana ed una tranquilla cittadina nasconde terribili segreti.

Quasi tutta la cittadina è morta, e risorta.

Alcuni pater familias delle famiglie più in vista, ed ancora in vita, decidono di provare ad “addomesticare” i defunti ritornanti.

Catene che imprigionano i morti nelle loro faccende quotidiane, per sempre.
Operai infiniti della post-esistenza.
La cocciuta ricerca di tenere immobile quello che è passato irrimediabilmente, la temeraria e folle idea di avere ragione a tutti i costi, a costo della distruzione totale dei propri simili, della propria famiglia, e della propria stessa esistenza.
Una pantomima lugubre ed imbelle.

“Potrà sembrare un’affermazione banale, ma forse non tutti se ne sono accorti: La notte dei morti viventi è prima che un film di genere che usa la morte per spaventare, un film sulla morte (per alcuni Il tema filosofico)” 1
Diceva un acuto saggio sul film del ‘68.

La politicizzazione endemica di questa ultima pellicola, non voluta ma naturalissima, ricorda quel primo film “bandiera”: nessun vero eroe, ognuno pensa in realtà a sé stesso, nessuno ha ragione, basterebbe pochissimo, ascoltarsi l’un altro per un fatale attimo e il massacro sarebbe evitato, ma così non succede, mai, in ogni pellicola Romeriana, in ogni contesto sociale, nell’umanità in genere.

Messaggio sempre pessimista ma veritiero, dopo una America post 11 settembre che ha distrutto l’economia mondiale dei prossimi decenni grazie ad una politica di Bush Jr e Senior (anche qui dei Pater Familias…), e dei loro amici/parenti petrolieri, banchieri e signori della guerra, una piccolissima oligarchia diventata ricchissima sulle spalle di una crisi mondiale che (forse) porterà alla recessione definitiva planetaria.

Romero, i suoi morti viventi, li infila in questi contesti, una nuova forma di non vita, seviziata, sfruttata, macellata e temuta per interessi personali di pochi, prepotenti e laidi.

E su tutto, una morta vivente che in perfetta simbiosi con un’altra creatura come un cavallo bianco che galoppa, senza fine, nei boschi incontaminati.

Una delle più “belle” e profonde visioni del cinema degli ultimi anni.

Davide Tarò.

1Dario Buzzolan, Un film “filosofico”, in George A. Romero La notte dei morti viventi, pag 11, Lindau, Torino 1998.

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