ADELE E L‘ENIGMA DEL FARAONE


Les Aventures extraordinaires d’Adéle Blanc-Sec, Francia 2010, Regia e Sceneggiatura: Luc Besson, dal fumetto originale di Jacques Tardi, Con: Louise Bourgoin, Mathieu Amalric, Gilles Lelouche, Jean-Paul Rouve, Jacky Nercessian, Philippe Nahon, Nicolas Giraud, Gérard Chaillou, Musiche di Eric Serra, (Adele) cantata da Catherine Ringer, Direttore della fotografia: Thierry Arbogast, Make up: Hair stylist: Frédérique Arguello, Makeup capo dipartimento: Stéphane Robert, , Makeup artists: Linda Schwach e Aya Yabuuchi , prodotto da Luc Besson e Virginie Silla.
Durata 107’, Distribuzione Italiana: Medusa Film, Tratto dal fumetto ‘Le straordinarie avventure di Adele Blanc –Sec’ di Jacques Tardi, 208 pagg, Rizzoli Lizard 18 euro.

Questo film è uscito il 14 aprile scorso nella patria di Moliere.
Questo film (anche se con cinque mesi di ritardo) è quello che di più “meraviglioso” si possa vedere al cinema ora per “quasi” tutti.
Tolto Inception.

E non è uno scherzo, i francesi sono i cantori ufficiali di un certo tipo di cinema della meraviglia degli ultimi anni che in America è solo più underground, e in Oriente non riesce ad essere filtrata adeguatamente in pellicola (anime a parte).

L’undicesimo film di Luc Besson fa di nuovo centro finalmente, dopo Minimei non del tutto convincenti e un po’ grotteschi e produzioni autoctone coraggiose, fa centro grazie a molti fattori, uno su tutti l’opera originale (il fumetto, non vergognamoci di chiamarlo così e non “Romanzo grafico”/Graphic Novel per carità) di Jacques Tardi (già disegnatore di Leo Malet) ‘Les Extraordinaires aventures de Adèle Blanc Sec’, una serie di volumi iniziata nel 1976.

Il soggetto viene riadattato, molto acutamente, dal primo volume originale (Adèle et la Bete) mischiandolo abilmente al quarto (Momies en Folie), creando un filo conduttore che in effetti dura e perdura per tutta la saga della investigatrice/scrittrice di Pulp.

“Merito di Luc Besson, fan dichiarato di queste striscie, [Mi ha catturato questa donnina fuori norma del primo ‘900. Nulla la ferma], e della sua nuova scoperta, l’attrice Louise Bourgoin, finora miss météo di Canal Plus”1
Besson valorizza al massimo, conferendole una anima cinematografica effimera eppure fulgida ed irripetibile, la sua nuova “musa”, dopo Natalie Portman e Milla Jocovich Luc sembra aver (ri)trovato un volto che “buca” lo schermo cinematografico, e lo usa, lo coccola, lo accarezza con la cinecamera, fino a farlo diventare Incarnazione del personaggio.

“Diceva Federico Zeri che ogni inquadratura di un film d’autore è un quadro. Lo stesso si può dire per i fumetti di Tardi”2

Indimenticabile la scena in cui una Adéle insolitamente riflessiva e malinconica si immerge nella vasca da bagno di fine secolo (che riprende perfettamente una vignetta del primo volume) con una musica introspettiva e nello stesso tempo interlocutoria.

Il make up estremo a cui gli attori si sono sottoposti, raggiungendo un livello di narrazione e meraviglia maggiore in altri modi irraggiungibile, imita in maniera assolutamente mimetica lo stile grottesco di Tardi.
Anche lo pterodattilo in cgi è perfetto e pieno di vita, proprio come il film, insolitamente lugubre e fantastico allo stesso tempo.

Un piccolo gioiellino che in Italia rischia di passare sotto silenzio.
Terribile il titolo italiano scelto da Medusa.
Ma ‘gli enigmi’ e ‘i faraoni’ tirano, si sa.

Sito ufficiale: www.adeleblancsec-lefilm.com

1 Silvia Urban, Miss Adele e l’enigma del faraone, in Best Movie n°10, Ottobre 2010, pag 112, Editoriale Duesse Spa, Milano.

2Antonio D’orrico, Segnali di fumetto, in Sette (Corriere della Sera), numero 31/31, 5 agosto 2010, Pag 26, Rizzoli, Roma.

Davide Tarò.

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