CORTOPOTERE SHORTFILMFESTIVAL X EDIZIONE

AUDITORIUM PIAZZA DELLA LIBERTA’ – BERGAMO 24 – 31 OTTOBRE 2010 I CORTOMETRAGGI SELEZIONATI
Più di 1100 cortometraggi provenienti da tutto il mondo, 50 lavori selezionati di cui 40 per il concorso internazionale e 10 per il concorso nazionale, 4 categorie di appartenenza – fiction, documentario, animazione e opere di ricerca: questi i primi numeri della X edizione di Cortopotere ShortFilmFestival, il festival del cinema dedicato al mondo del cortometraggio in programma dal 24 al 31 ottobre all’Auditorium di Piazza della Libertà di Bergamo.
I film selezionati attingono da un bacino di provenienza rappresentativo di tutto il mondo: in primis dall’Europa (Spagna e Francia i paesi più prolifici, ma anche Finlandia e Germania, Austria e Polonia) e dalle Americhe (Canada, Argentina e Stati Uniti), ma anche dall’Asia (Libano, Hong Kong, Tailandia, Sud Corea) e dall’Africa (Algeria, Kenya, Egitto e Angola).

Tra gli autori protagonisti di questa edizione: – Apichatpong Weerasethakul – vincitore della Palma d’Oro a Cannes 2010 – Laslo Nemes – giovane assistente alla regia del noto Bela Tarr – Barbara Meter – fondatrice storica del gruppo olandese Electric Cinema – Khaled Lakhdar Benaissa – Vincitore al FESPAXO, importante festival di cinema del continente africano – Adriano Giannini – vincitore del Nastro d’Argento 2009 – Susanna Nicchiarelli – vincitrice alla sezione Controcampo della Mostra del Cinema di Venezia 2009 – Simone Massi – uno degli esponenti più rappresentativi del movimento neopittorico

Da segnalare le collaborazioni instaurate con importanti realtà produttive e distributive internazionali, come Sixpackfilm – viennese, co-fondata dal regista Peter Tscherkassky, ospite di una rassegna nel 2006 – EYE Film Institute Netherlands che riunisce ora la Filmbank e altre istituzioni olandesi, AV-arkki distribution centre for Finnish media art, Video Data Bank distributore simbolo della nuova produzione indipendente americana, Krakov Film Foundation, la spagnola Kimuak, Bonobostudio dalla Croazia, la israeliana Sam Spiegel film & tv school e molti altri.

Concorso nazionale
– Due i cortometraggi premiati con i Nastri d’Argento del 2009: Il gioco di Adriano Giannini premiato come Migliore Cortometraggio, Sputnik 5 di Susanna Nicchiarelli (regista di Cosmonauta, film vincitore della sezione Controcampo Italiano alla Mostra Internazionale del Cinema di Venezia del 2009).
– Ai Nastri d’Argento 2010 invece Nuvole, mani di Simone Massi ha ricevuto una Menzione Speciale, ed è stato inoltre presentato nella sezione Corto Cortissimo alla Mostra Internazionale del Cinema di Venezia 2009, insieme a Il Gioco di Adriano Giannini. Il cortometraggio di Massi è stato inoltre tra i cinque finalisti ai David di Donatello del 2010.
– Habibi di Davide Del Degan ha ricevuto una nomination per il Globo d’Oro, importante premio assegnato dall’Associazione Stampa Estera in Italia.
– Rita di Antonio Piazza oltre a ricevere diversi premi internazionali come il Premio alla Regia all’Aspen Shortsfest , il più noto festival di cortometraggi degli Stati Uniti, è stato presentato anche alla Semaine de la Critique del Festival di Cannes 2010 e al Los Angeles Film Festival, competizione qualificante per gli Oscar nella categoria dei corti.
– Il produttore di Oggi gira così è Matteo Rovere, che ha vinto il premio del pubblico con Homo Homini Lupus all’edizione di Cortopotere SFF del 2007.
250 i corti ricevuti per il concorso nazionale, 10 i titoli selezionati: lavori che hanno ricevuto importanti riconoscimenti nazionali ed internazionali, opere che colpiscono per la loro forza narrativa, per la capacità con cui attraversano la superficie delle storie raccontate per arrivare ad un substrato a volte poetico, a volte ironico, senza dubbio pregnante e spesso lirico, in qualche modo magico. Si tratta di una programmazione eterogenea, dall’approfondimento del documentario alle evocazioni dell’animazione, passando per una tipologia di fiction fortemente emotiva e lontana dalla narrazione didascalica.

Concorso internazionale
– A letter to Uncle Boonmee è un cortometraggio di Apichatpong Weerasethakul, e si configura come una sorta di introduzione al lungometraggio vincitore del festival di Cannes 2010 Uncle Boonmee Who Can Recall His Past Lives.
– Il regista di The counterpart, Laslo Nemes, era presente alla scorsa edizione di Cortopotere con Turelem, è stato per due anni assistente alla regia del noto regista Bela Tarr. Anche Wound Footage, di Thorsten Fleisch, era presente al festival nel 2007 con Energie!
– 12 Explosionen è stato selezionato all’edizione 2009 Rotterdam International Film Festival, importante festival dedicato al cinema indipendente e alla ricerca.
– Family jewels è stato selezionato al Sundance 2010 e alla sezione Corto Cortissimo della Mostra Internazionale del cinema 2009.
– Diploma di Yaelle Kayam si è aggiudicato il terzo premio ex aequo al Festival di Canne2 2009.
L’alta qualità dei cortometraggi selezionati si evidenzia non solo dalla provenienza di questi ultimi da importanti cataloghi e canali produttivi e distributivi, ma anche dai numerosi riconoscimenti ricevuti nelle più importanti manifestazioni internazionali. L’eterogeneità che caratterizza questo concorso si evince dalla quantità, dalle tematiche e dai registri presi in considerazione: 24 i paesi rappresentati, soprattutto europei, 16 fiction, 13 opere di ricerca (cartina di tornasole della salute del nostro festival, che sta diventando punto di riferimento per un cinema innovativo e di sperimentazione), 6 documentari e 5 animazioni. La sezione delle opere di ricerca, territorio fecondo di idee e di linguaggi, ha visto un consistente arrivo da un punto di vista qualitativo e quantitativo, di cortometraggi, a testimonianza tangibile della progressiva entrata di Cortopotere SFF nel circuito europeo di settore: la volontà è quella di stimolare e il pubblico, offrendogli l’opportunità di fuggire dai consueti canoni cinematografici, assaporando il fermento culturale internazionale e nuove modalità di linguaggio.

Gli universi miscelati in questa selezione sono davvero tanti: si va dall’attuale e sempre ricca tematica del conflitto e della separazione (che divide nazioni, famigliari, il proprio io, la propria vita), al’estraniante registro onirico che racconta spazi, geografie, atmosfere. Sempre centrali le relazioni, la grammatica degli incontri, l’incontro con il diverso, l’allegorico: che si tratti del rispettoso distacco di un documentario o della coinvolgente soggettività di una fiction. Altri temi dominanti sono senza dubbio quello della memoria – lavori che scavano in profondità, che raccontano visioni non immediate – e più in generale una certa attitudine alla percezione dello spettatore, chiamato ad essere paziente e a scostarsi dall’abitudine di fagocitare immagini, ottenere spiegazioni, pretendere immediatezza narrativa.
Quello che accomuna, al di là di ogni declinazione di registro e linguaggio, è indubbiamente la volontà di raccontare oltre la superficie discorsiva, sfondare i termini del racconto canonico per cercare morfologie nuove, sentimenti sopiti, scomodi: una nuova generazione di registi che comprendono fortemente la necessità di raccontare il dettaglio, il non detto, la sfumatura. Ciò che rende denso il significato.

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