Silvio Alovisio WONG KAR-WAI

Il Castoro Cinema, 234 pgg b/n, euro 15,50
Finalmente il primo volume dedicato a Wong Kar-wai in Italia, da una casa editrice e da una collana che nel bene e nel male è storia per chi studia cinema in Italia.
In uno stato di perenne e ripetitiva sonnolenza critica delle istituzioni, di docenti universitari e giornalisti di cinema alquanto inutili e miopi, in una nazione in cui piccole realtà quali Tunuè, Iacobelli, Il Foglio Letterario, Il principe costante, Morpheo Edizioni, Sovera, Guaraldi, Profondo Rosso Edizioni e la neonata Historica , e pochissime altre ancora, sono diventate nel fuggi fuggi critico generale la vera spina dorsale del sistema (se se ne può ancora parlare) di critica cinematografica italiana, che si deve accollare lo sforzo delle mancanze di altri editori che sono specchio di volontà salottiere ben più finanziate e con amici “baroni” potenti negli atenei, questo preziosissimo, coraggioso e raro volume pubblicato dalla storica Castoro spicca come una luce abbagliante nel mare di silenzio, disinteresse ed ignoranza, questo libro lascia ben sperare per un futuro meno omologato.

Il volume inizia, molto acutamente ed originalmente, con un intero capitolo intitolato ‘As Words Go By’, e ai nostri impazienti occhi di lettori appare una specie di dizionario di stralci di interviste, delle affinità, delle emozioni del cinema di Wong divise per lettera in ordine alfabetico: Al supermercato del cinema, Amore, Attori, Autobiografia, Christopher Doyle, Chungking Mansions, Cibo, Cina, Coca-Cola, Gangster a Hong Kong, Generi, Godard, Hong Kong, Io e gli altri, Jam session, Memoria, Mondi, Montaggio, Monologhi, Musica, Oriente/Occidente, Personaggi, Ralenti, Realismo/formalismo, Sceneggiatura, Solitudine, Spazi,Spettatori, Stile, Sweet Sixties, Tagli, Tempo, William Chung.
Poi, l’analisi accurata, precisa di film per film, fino alle forme brevi come spot e videoclip, per la prima volta tutte insieme, per la prima volta AFFRONTATI con passione, competenza ed acume prettamente cinematografici.

Il farsi, le geometrie, i contenuti delle inquadrature di tutti i film ‘Wongkarwaiani’ sono studiati con piglio tecnico ed esaustivo, che ricorda la scuola Bordwelliana.
Ma non è soltanto questo, in questo volume c’è una visione omnicomprensiva, quasi divina come tecnica e conoscenze, ma profondamente umana per passioni, che rende questo libro uno dei pochi libri a cui non si può rinunciare, non solo per gli interessati al cinema di Wong, ma soprattutto per gli studiosi e critici di cinema, tutti.

Queste ceneri del tempo arrivano da lontano però, non dimentichiamolo, il torinese Silvio Alovisio aveva già curato insieme a Carlo Chatrian il pionieristico ‘Le ceneri del tempo: Il cinema di Wong Kar –wai’, nel 1997, della Traccedizioni (omen nomen) di Piombino, volume rarissimo, ormai introvabile, scritto con preziosa anima cinefila da molti collaboratori.
Accuratissime le filmografie, le note bibliografiche esclusivamente riguardanti le pubblicazioni occidentali.
Pubblicazioni del tempo che scorre.
Pubblicazioni dell’inguaribile malinconia del cinema.

Davide Tarò.

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