CANAAN

Anime, Giappone 2009, 13 episodi, Regia: Masahiro Ando, Composizione serie e scrittura episodi: Mari Okada, Musiche:Ikaru Nanase, Character Design: Takashi Takeuchi/Kanami Sechiguchi, Studio P.A Works.

Prima, il soggetto era proprio ad un visual novel (Romanzo illustrato che può essere letto su consolle) uscito per la Wii sotto il nome di 428: Fusasareta Shibuya De. una produzione Sega.

La storia per sommi capi è lo scontro tra un leader terrorista e una mercenaria giovanissima abilissima con le armi e nel corpo a corpo, dotata della “sinestesia” potere che mette in contatto per strane ed arcane armonie con l’universo, sullo sfondo allarmi batteriologici e sporche guerre.

Canaan, dalla biblica terra, è in questo anime il nome della ragazzina mercenaria.

Un nome metaforico che con il passare degli episodi diventerà più chiaro.

Il primo episodio possiede una delle scene più belle degli ultimi anni nella serialità animata giapponese: uno scontro a fuoco da antologia durante un variopinto e titanico Matsuri ( festa popolare dove tutti si mascherano, ricordate Innocence di Oshii?).

Il tocco di Ando (Sword Of the Stranger in Italia per Dynit) si sente, il coordinamento del movimento in scene d’azione è a dir poco eccezionale.

Il character design originale di Takashi Takeuchi (visto in Fate/Stay Night) quasi si sublima, diventa linea nervosa e poetica in movimento grazie al lavoro fortemente femmineo di Kanami Sekiguchi (vista già su Hikaru no Go e sul bel e dimenticato I’ll).

Ritorna, tra l’altro, dopo un silenzio durato troppo, una doppiatrice giapponese molto amata (e brava) di nome Maaya Sakamoto che interpreta la letale (giovane) nemica della protagonista, personaggio di poche parole, ma che contano.

Da innamorarsi.

I personaggi sono forti, “rovina” qualche inserto shojo dovuto alla giovane amica della mercenaria davvero un po’ troppo kawai nei primi episodi ( ma la serie decolla dopo, arrivando a livelli che noi occidentali potremmo definire “spinti”).

Un pezzo di bravura che metterà in risalto sul mercato le capacità di questo studio P.A Works fondato da Kenji Horikawa nel 2000, un po’ come è stato per la serie passata dello studio True Tears.

Davide Tarò.

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