JAPAN FILES, Gli autori, i segreti, la storia, i personaggi, le leggende, i miti

E’ strano come nell’informazione dell’entertainment in Italia si tenda ad andare dal particolare al generale come in questo caso.
La già meritoria Iacobelli che ha sfornato una serie intitolata I Love Anime ( di cui per il momento non ci è dato di saperne il destino) , innalza o continua il tiro con una curata ed approfondita nuova serie di monografie sui personaggi Manga/Anime.
Quello che (forse) si perde è la peculiarità dell’approfondimento sul prodotto anime stesso, a differenza per esempio di un Alessandro Montosi che le inquadrature e gli episodi te li sciorinava, li sventrava e te li mostrava come se non li avessi mai visti, trovando sottili fili conduttori semiologici e curiosità (davvero) rare e singolari tra le parti.
Si acquistano “nuovi” compagni di viaggio, si inizia con l’ormai veterano Davide Castellazzi e con una new entry nel mondo della divulgazione degli anime: Davide G.G. Caci, si acquista un prezzo ridotto di due euro e si perde una parte della foliazione a colori, che ora nella nuova incarnazione diventa un plico di 32 pagine in centro ad ogni volume dal titolo chiarificatore Color Files.

Japan Files 1:
Davide Castellazzi
MOBILE SUIT GUNDAM Trent’anni nello spazio.
130 pag Col/Bn, Euro 12,50.
E’ una vera e propria piccola enciclopedia bonsai e tascabile del mobile suit Gundam e soprattutto della relativa prima serie del 1979 e del suo mondo ed universo,visto che le altre serie per scelta precisa dell’autore e (credo) per linea editoriale non sono prese in considerazione, se non citate.
Il viaggio di Castellazzi nel Gundam Universe, forte delle sue conoscenze e grazie ai “possedimenti” personali del bel magazine giapponese dedicato a Gundam ( Gundam A) nato nel 2001, mette in luce una serie di curiosità interessanti sull’incessante e oceanico merchandising del mobile suit più amato del mondo.

Diverse le curiosità: dalle fonti dei romanzi dell’autore di fantascienza Robert H. Heinlein (le powered suit) fino alle varie versioni dei manga e anime comics di Gundam (tutte arrivate in Italia o per Panini o per Star Comics o Granata Press), per arrivare a quella più interessante e veramente “inedita” di tutte, cioè il focus on sulla produzione autoctona di fumetti e materiale sul mobile suit, con la riproposizione integrale di un vecchia storia (Lotta agli Zak…) apparsa in una rivista degli anni 80 come Noi Supereroi, Cartoni in Tv, Supergioca tivù e Telealbo !

C’è una breve (ma intensa ed interessantissima) intervista al grande vecchio e un po’ (benevelomente) vanitoso Yoshiyuki Tomino, realizzata da Alberto Sangiovanni in quel di Rapallo nel 2004 (quindi prima del suo ritorno in Italia con(tro) tutta la Gainax in occasione dell’epocale Manga Impact del 2009) per la presentazione dell’(allora) uscita ufficiale italiana della prima serie di Gundam per Dynit e successivamente messa in onda da Italia 1 e in tempi recentissimi replicata dal canale a pagamento del digitale terrestre Hiro (insieme a Gundam Z).

Le fotografie e le immagini a colori di Kazuhisa Kondo, Kunio Okawara e Yoshikazu Yasuhiko provenienti dal bellissimo ed ormai introvabile Mobile Suit Gundam Illustration World pubblicato per l’Europa dalla benemerita Granata Press a metà degli anni 90, fanno ancora la loro figura, insieme a curiosità e divertenti amenità varie legate al mondo del mobile suit bianco, compresa la statua a dimensioni naturali poggiata a Tokyo per tutta l’estate del 2009.
Un volume che inizia un percorso forse nuovo, staremo a vedere con interesse e passione.

JAPAN FILES 2:
Davide G.G. Caci
DEATH NOTE Uno studente modello e il dio della morte.
162 pag Col/Bn, Euro 12,50

L’approccio dello scrittore torinese è molto “testuale” e “teorico”, e forse questa è la sua peculiarità più visibile.
Si perde una (auspicabile e possibile) analisi dettagliata e cinematografica della bella serie animata di Death Note e dei suoi film, ma si acquista un discorso niente affatto banale sui contenuti della saga multimediale (la scelta di Caci è precisa, occuparsi di tutto Death Note, dal manga fino a i romanzi passando per l’anime e i live action provandone a dire qualcosa e spremendone tutto ciò che è più interessante).

A volte si arriva a risultati assai interessanti come l’efficace messa in luce delle differenze acute e sostanziali tra il manga e l’anime, compresa un certo utilizzo di icone di matrice cristiana, tra tutti il meravigliosamente poetico venticinquesimo episodio della serie tv dal titolo Silenzio, dove un Elle ormai conscio del suo destino ineluttabile asciuga i piedi a Light, per assurdo suo unico “amico” e carnefice, oltre che aspirante dio del nuovo mondo venturo.
L’apparato di matrice compilativa del volume è di tutto riguardo, acquistatelo ed avrete scritti tutti i titoli dei paragrafi (con significato originale a fianco) del manga, e dell’anime!

L’apparato iconografico del volume è notevole, per la scelta di andare “oltre” Death Note come opera e raggiungere (molto acutamente) i prodromi del prodotto culturale, quindi nel Color Files appositamente dedicato si potranno gustare vari esempi di Cosplay : dalle gothic lolite che impersonano la a suo modo simpatica e conturbante Misa Amane, degli ‘emo’ geniali che impersonano il perturbante Elle, fino alla spassosa citazione dai Beatles (guardare per credere) e la versione “Matt Groeninghiana” della serie.
Un volume da leggere per vedere dove ci stiamo aggirando nel campo della divulgazione degli anime e da avere come fotografia di un notevole prodotto culturale a tutti i livelli.

Staremo a vedere i prossimi autori e soggetti delle future auspicabili monografie!

Davide Tarò

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