Il Dottor Djembè [Radio3] Stefano Bollani e David Riondino

Il Dottor Djembè, in una recente intervista, ha dichiarato: “Adoro andare a lavorare quando il mondo riposa, è più facile trovare parcheggio”. Pochi hanno capito il significato delle sue parole, ma Radio3, come sempre “una spanna oltre” nel mondo della radiofonia, ha colto al volo l’invito.Dal 16 gennaio 2010, ogni sabato e domenica, alle ore 13 su Radio3, torna in una nuova collocazione la trasmissione radiofonica “Il Dottor Djembe, via dal solito tam tam”, condotta da Stefano Bollani e David Riondino, con la puntuale verifica notarile del sassofonista Mirko Guerrini. Ogni settimana, fino a giugno, i due conduttori vi accompagneranno con le loro divagazioni musicali, coadiuvati dall’ormai consolidato gruppo di lavoro, personalmente scelto dal Dottor Djembe in persona dopo estenuanti selezioni: la curatrice Monica Nonno, i co-autori Fosco d’Amelio e Rosaria Parretti, il regista Riccardo Basile, felicemente costretti a passare i loro fine settimana insieme allo staff di tecnici (che si chiamano quasi tutti Andrea) nella storica cornice dello Studio C di Firenze.

In ogni puntata, un ospite andrà a completare il numero di session musicali più uniche che rare. Tra gli altri, parteciperanno: Fabrizio Bentivoglio, Ramin Bahrami, Alessandro Benvenuti, Giovanni Tommaso, Elena Ledda, Franco D’Andrea, Mario Ancillotti, Patrizio Fariselli, Daniele Sepe, Patrizia Laquidara, Sergio Cammariere, Samuele Bersani e tanti altri.

E come sempre, sul Lettino del Dottor Djembe le più svariate canzoni del repertorio italiano verranno analizzate nel testo e nelle ragioni con l’aiuto di esperti dei campi più disparati: Edoardo Erba, Enrico Bettinello, Leo Ortolani, Flavio Soriga, Enrico De Angelis, Massimiliano Virgilio, Daniele Spini, Paola De Angelis e tanti altri.

Ma soprattutto torneranno personaggi indimenticabili: lo smemorato tenore postmoderno Arcibaldo Confusoni; l’incompreso traduttore verso il dialetto toscano Duccio Vernacoli, con le sue inimitabili versioni dei più grandi successi anglosassoni di musica leggera; il presto dimenticato Guido Bianchi e le sue “piccole emozioni quotidiane”; e ancora Sestilio Cabala e Godzilla, Jean Franz Cammenberger e Salvatore Sciarpino, Carlo Bruni e Francesco Puccini. A loro si aggiungeranno le grandi novità: la maestosa Telegonia Mobile di Ioannis Papalopulostolakis narra finalmente la Seconda Odissea, che Omero evitò di raccontare per ovvie ragioni; Allegra Novella Delli Orchis, ardua sperimentatrice di musica contemporanea per l’infanzia, insegnerà ai bambini come relazionarsi al complesso mondo degli animali; Pierre Le Necessaire mostrerà finalmente al mondo l’inutilità delle ripetizioni di note, di strofe, un esempio di risparmio musicale quanto mai attuale dopo Kyoto; Diego Armando Carpitone ci porterà per mano nelle sue ricerche musicali del dopoguerra sulle tradizioni popolari, con risultati sorprendenti; Ethor Teremin, rapito dagli ufo in un campo di patate dell’Essex, diffonderà il verbo e la saggezza extraterrestri per risolvere i dilemmi del genere umano.Continua l’innovativo concorso Ora d’aria per lo svecchiamento dell’opera, con nuovi autori, nuove trame, nuove arie sponsorizzate dagli ospiti in studio, il tutto prodotto nella baita di composizione di Bora Bora, sotto l’attenta e crudele supervisione del Dottor Djembe in persona.

Da non dimenticare il redattore sempre preciso e distinto Libero Radichelli, che aiuterà gli ospiti a mettersi a proprio agio con le sue schede biografiche, mirabili sintesi di un’approfondita rassegna stampa da far impallidire Prima Pagina. E naturalmente il camionista Lapo, il quale cercherà di non perdersi nelle circonvallazioni del suo sapere, nel tentativo di rispondere alle domande del quiz, anzi del cuz, del Dottor Djembe. E proprio per il cuz, Radio3 ha mostrato uno sforzo produttivo non indifferente: le domande, infatti, verteranno sui radiodrammi I MACCHIAIOLI (storie, amori e patimenti del movimento pittorico del primo Novecento) e À L’AVANT GARDE COMME À L’AVANT GARDE (storie, amori e patimenti del movimento che rivoluzionò l’estetica pittorica del XX secolo). I radiodrammi rappresentano un nuovo impulso alla produzione di qualità e al tempo stesso un omaggio agli anni d’oro del mezzo radiofonico, quando si passeggiava su strisce di ghiaia scavate nei pavimenti degli studi per simulare romantiche passeggiate nei cimiteri.

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