LODI CITTA’ FILM FESTIVAL 2009

lodi09

DAL 5 all’ 11 OTTOBRE AL TEATRO ALLE VIGNE (LODI) presso il Teatro alle Vigne, V. Cavour 66 Lodi  Tutte le proiezioni e le conversazioni sono ad ingresso libero

Torna, dal 5 all’11 ottobre, il Lodi Città Film Festival. Giunto alla undicesima edizione,
quest’anno il Festival promette sezioni assolutamente originali e affascinanti che tentano di
leggere l’attualità cinematografica nazionale in rapporto al salto europeo annunciato lo scorso
anno con alcune proiezioni a sorpresa ed oggi in atto.

Per otto giorni il Lodi Città Film Festival, sostenuto dal Comune di Lodi, dalla Regione
Lombardia e una serie di sponsor e fondazioni privati, animerà il Teatro alle Vigne con più di 40
film (e ci saranno proiezioni a sorpresa). Sarà un’edizione da “anno uno”che, superata la scorsa
detta “di confine” che tracciò i contorni del nostro Paese con un occhio rivolto all’Europa,
apparecchia ciò che solo oggi può essere paragonato a una «seconda opera prima»,  e cioè ad un
Festival non più legato solo al cinema italiano ma allargato ai registi, ai film, al cinema del
Vecchio Continente.

Il Lodi Film Festival, una delle rassegne più innovative, indipendenti e agguerite del panorama
culturale italiano, ha, dunque, compiuto una virata storica. L’edizione di quest’anno, in
programma dal 5 all’11 ottobre presso il Teatro alle Vigne e curata da Fabio Francione, segna
infatti il primo passo di un nuovo corso: la nascita del  Lodi Europa Film Festival.

Al pari dello scorso non ci sarà una retrospettiva dedicata al cinema italiano, perché il capitolo 2
di “Questi fantasmi” presentata all’ultimo festival di Venezia ha ribadito la fine delle
retrospettive sul cinema italiano, ma una serie di omaggi che puntellano criticamente alcuni
paragrafi della ancor oggi misteriosa storia del cinema nazionale. Tra questi: Zavattini vent’anni
dopo; il ripristino della serie Prestati alla regia (il capolavoro malapartiano Cristo Proibito e
l’escursione “buzzatiana”, però dallo scrittore albanese Kadaré, del direttore della fotografia
Tovoli con Il generale dell’armata morta); il secondo tempo di un’idea di teatro televisivo (con il
confronto serrato tra teatro, tv, letteratura con giganti come Verga, d’Annunzio, Svevo,
Pirandello setacciati da De Lullo, Pressburger, Kezich, Spadaro); l’assaggio di un’indagine che si
spera più approfondita nel corso degli anni con Il neorealismo ai tempi del digitale (tre grandi
vecchi come Scaparro, De Seta e Maselli alle prese con le nuove tecnologie di ripresa); e, infine,
l’omaggio a Umberto Lenzi con un’auto-antologia di tre film e soprattutto indagato nella sua
nuova veste di romanziere di genere (Delitti a Cinecittà e il recentissimo Terrore ad Harlem,
pubblicati dalla Coniglio editore di Roma).

L’ossatura orizzontale del festival resta la sezione “Contemporanea” che si sdoppia in due
sottosezioni. La prima è Il cinema europeo del presente che allinea titoli , spesso sottovalutati in
Italia come Katyn o Settimo cielo o Meduse, a recuperi aurei come ad esempio I ragazzi del Terzo
Reich di Dennis Gansel, autore dell’Onda, che in un certo senso è il capitolo successivo al Nastro
bianco di Haneke (a cui il festival dedicata un’importante retrospettiva) o Home di Ursula Meier
che si districa in modo assolutamente originale gli “assurdi” quesiti esistenziali di Robert Pinget
e Samuel Beckett. Di particola rilevanza è la presenza dell’ultimo film di Marina Spada, Poesia
che mi guardi, dedicato alla poetessa, suicida a 26 anni, Antonia Pozzi. La regista milanese ne
discuterà con lo scrittore Luca Doninelli, il cui ultimo libro fortemente si richiama al cinema sin
dal titolo:”L’incendio dei sogni. Trentatré inquadrature”. La seconda sezione è un’assoluta
novità: l’apertura del Concorso Opera Prima Italia con sei esordi assoluti che non mancheranno
di riservare giudizi e impressioni sorprendenti per i temi affrontati, in bilico critico tra storia,
società e politica e sono i film di Salvatore Romano, Marco Amenta, Jean Sarto, Federico Rizzo,
Andrea Pellizer e Luigi Sardiello. La proclamazione del vincitore dell’Adda d’oro – Concorso
Opera Prima Italia ci sarà l’11 ottobre.

Due anni di preparazione ed ecco la retrospettiva dedicata al cinema di Michael Haneke. Un
cinema fatto di apparenze e suggestioni che nel momento in cui prendono forma sullo schermo
vengono immediatamente confutate dalla messa in scena di una realtà rarefatta e immobile,
deprivata di emozioni e carica di provocazioni. Infatti, su queste provocazioni, estreme propabili
non impossibili, è lo stesso regista austriaco ad affermare:“I miei film sono una forma di
consapevole omissione del lato bello della vita”. La retrospettiva è curata da Fabrizio Fogliato e
Fabio Francione. Per l’occasione le edizioni Falsopiano pubblicheranno un aggiornamento
digitale, scaricabile gratuitamente dal loro website (falsopiano.com), del volume di Fogliato “La
visione negata. Il cinema di Michael Haneke”, dedicato interamente a Il nastro bianco. La
retrospettiva è programmata contemporaneamente anche a Milano presso il Cinema Gnomo ed è
realizzata da Milano Cinema e s’avvale della collaborazione del Forum Austriaco di Cultura.

La seconda retrospettiva che sarà solo “su carta” con la pubblicazione di un volume entro il mese
di dicembre prossimo è dedicata al Dziga Vertov Group, il collettivo di Jean-Luc Godard e Jean-
Pierre Gorin (nel libro verrà esplorato anche il cinema di quest’ultimo), che tra il 1967 e il 1975
seppe interpretare come altri mai lo spirito politico di quell’epoca di trasformazione della
contemporaneità. Il volume è curato da Federico Rossin. Infine, ci sarà un’anticipazione della
retrospettiva in preparazione l’anno prossimo dedicata a Arianne Mnouchkine con la visione
della “prima parte” di Molière.

Si ringraziano: Fondazione Banca Popolare di Lodi; Il Gigante; La Coldana; Zelig, Agenzia
Viaggi; e Agis. Il Lodi Città Film Festival è socio dell’Agenzia per il Cinema di Milano.

Tra gli ospiti attesi: Salvatore Romano, Emilio Solfrizzi, Jean Sarto, Luca Doninelli, Marina Spada, Umberto
Lenzi, Luigi Sardiello, Andrea Pellizzer, Federico Rizzo e il leggendario regista del “Trucido e lo sbirro”
Umberto Lenzi in veste anche di romanziere

11^ Lodi Città Film Festival 5 – 11 ottobre 2009. Teatro alle Vigne, V. Cavour 66 Lodi
Per maggiori informazioni e programma consultare il blog del fest www.lodifilmfest.it.
Tutte le proiezioni e le conversazioni sono ad ingresso libero
Il Teatro alle Vigne è ubicato nel centro storico della città di Lodi. 5 minuti a piedi dalla
Stazione. Parcheggi: P.zza Mercato; Parcheggio Ospedale Nuovo; Parcheggio V. Bassi

Lodi, 28 settembre 2009
Ufficio Stampa: EndGame Comunicazioni (stampalodifest@libero.it)

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