FIRST SQUAD The Moment of Truth

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Canada/Russia/Giappone 2009.
Regia: Yoshiharu Ashino, Misha Shprits, Aljoscha Klimov.
Sceneggiatura: Misha Shprits, Aljoscha Klimov.
Storyboard: Yoshiharu Ashino.
Character design: Hirofumi Nakata.
Produzione: Studio 4°C
Tratto dal fumetto russo ‘Pioneer Heroes’
Durata: 70’ minuti.
Proiettato al ‘Manga Impact’ di Locarno in Agosto, in anteprima europea.

Vero ‘melting pot’ di culture, questo riuscito medio/lungometraggio che prende dalla cultura russa alcune icone e avvenimenti storici riuscendo a trasformarli in un buon ed intelligente entertainment, grazie al tocco lievemente “underground” dello sperimentale giapponese Studio 4°C, che dà nuova linfa e comunica tramite un look “manga” avvenimenti della nostra storia tutt’altro che trascurabili.
Entertainment non si legga qui come una critica, tutt’altro, questa pellicola potrebbe essere più istruttiva per i giovani e per tanti europei che volessero avvicinarsi ad essa, che tanti documentari “censurati” e di parte dell’epoca.
I due registi e promotori del progetto, Misha Shprtis e Aljoscha Klimov, due grandi, robusti e simpatici ragazzoni russi, dichiarano alla presentazione stampa dell’opera che la loro generazione (entrambi nati negli anni ’70) è la prima che può “utilizzare liberamente” in un certo modo simboli ed icone del comunismo e della storia spinosa (forse) passata, giocando con alcuni attori che hanno impersonato docenti, studiosi dell’occulto e storici del periodo, in alcune originali sequenze dal vivo dal taglio finto/documentarista.

L’idea originale è stata tratta da dei comics Russi degli anni ’80 dal titolo “Pioneer Heroes”.
Nel 1942, in pieno inverno, l’armata rossa resiste all’invasione nazista, con sangue, morte e dolore.
La protagonista, la giovane ragazza di nome Nadya, ha la capacità di prevedere il futuro prossimo (in una bella e raggelante sequenza, la ragazza guarda in faccia molte persone vive, ma grazie alla sua visione, le appaiono tutte con la faccia in putrefazione, infatti da lì a poco moriranno tutte, terribile) e, soprattutto, il fantomatico “momento della verità”, il punto cruciale verso cui tutte le forze in campo convergono, anche dove una persona sola, può cambiare il corso degli eventi.
Nadya lavora per la 6Tm divisione dei servizi segreti militari russi, essi conducono una guerra segreta contro ‘Ahnenerbe’ un ordine occulto delle SS che invoca la venuta del regno dei morti sulla nostra terra e da esso, del barone Von Wolff.
Nadya formerà una squadra con i suoi vecchi compagni morti, “richiamati” per l’occasione, da qui il titolo della “prima squadra”, cioè quello che erano gli amici prima di diventare martiri.

La storia si gioca sulla sottile linea della tragedia, della malinconia, del coraggio e delle scene d’azione più curate.
Yoshiharu Ahino (Mind Games, Kimagure Robot, Tweeny Witches) ha capito perfettamente la situazione: non farsi fagocitare dal sogetto trasudante storia russa, ma descriverlo e renderlo con una tecnica veloce, sincopata e modernamente alll’avanguardia, che prende dall’esperienza lievemente underground dello Studio 4°C, ma soprattutto della serialità commerciale/sperimentale di serie riuscitissime quali le Tweeny Witches (trasmesse in Italia per tutta l’estate ed ancora nottetempo su RaiGulp).
Il character design di Hirofumi Nakata è privo di complicazioni, lineare, ma con tratti longilinei e allungati tanto cari alle opere di Yoshiyaki Kawajiri della Mad House, per esempio.

L’andamento da documentario, rafforza la sottile impressione che qui non si stia trattando di un gioco o di una delle tante coproduzioni senza anima né soggetto.
Qui, tra le righe, si parla di una nazione che ha i suoi lati oscuri, come dimostra ancora l’omicidio della giornalista Politoskaya che si occupava della martoriata Cecenia.
Un film da guardare con molta atttenzione, un anime fuori dal Giappone, ma con un’anima fiammeggiante.

Davide Tarò di neo(N)eiga.

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