Strappami le lacrime

lacrime

26 febbraio – 15 marzo 2009

Sei un tipo dalla lacrima facile? Le lacrime curano lo stress: ogni goccia produce infatti il cortisolo, una sostanza che allevia la tensione, e una serie di antidolorifici naturali. Piangere fa bene, è una valvola di sfogo delle emozioni e dei sentimenti che, se repressi, possono dar luogo ad ansie e depressioni.
Ecco allora una serie straordinaria di classici melò ad altissimo tasso emotivo, “filmoni” strappalacrime che si rivedono sempre volentieri, alla ricerca di un modo di esprimere l’emozione più pacato e pudico, rispetto all’assordante sguaiataggine televisiva. Una selezione delle pellicole più rappresentative delle esperienze commoventi nella vita, come l’amore infelice, l’infanzia difficile, l’accanirsi della sorte. Un esperimento che muove dal desiderio di sondare i sentimenti reali del pubblico, per vedere se nell’età dell’indifferenza, dell’aggressività spavalda, i grandi sentimenti, i grandi affetti, il gusto delle lacrime hanno ancora il loro incontrastato potere.
Vecchie atmosfere ma in linea con l’ultima moda: in Europa si stanno diffondendo i crying clubs, locali nati per superare lo stress da superlavoro, in cui è possibile piangere in libertà, magari guardando un film strappalacrime. Un’idea che arriva dal Giappone, dove spopolano i tears parties, feste nelle quali non si fa altro che piangere, da soli oppure in compagnia. Sembra uno scherzo, ma è proprio vero. Se l’uomo del terzo millennio è ancora così bloccato nell’espressione delle emozioni, da dover meccanizzare un atto così puro e privato come il pianto, espressione incontrollata dell’anima, il Palazzo delle Esposizioni offre una spalla a chi ama sciogliersi davanti ai film, con gusto e ostinazione, proponendo una serie incredibile di capolavori del melodramma.
Allora buona visione e pianto libero, i fazzoletti li offriamo noi.

programma:

26 febbraio, ore 21
Splendore nell’erba
di Elia Kazan. Con Natalie Wood, Warren Beatty. USA 1961 – v. italiana (124′)
L’amore tra due liceali, contrastato dai genitori e dalla loro repressione sessuale, porta la protagonista, una splendida Natalie Wood, alla follia. Forse il melodramma più intenso sul primo amore che sia mai stato fatto, rappresenta il capolavoro creativo di Kazan, uno degli studi psicologici più riusciti del suo cinema, un atto d’accusa contro la morale conformista e uno straziante inno alla giovinezza perduta.

27 febbraio, ore 21
Lettera da una sconosciuta
di Max Ophüls. Con Joan Fontaine, Louis Jourdan. USA 1948 – v. o. con sottotitoli in italiano (90′)
La più bella storia d’amore impossibile mai raccontata da Hollywood, una passione mai ricambiata che consuma fino alla morte. Ophüls realizza il suo capolavoro romantico, uno dei più squisiti “film di donna” della storia del cinema, immerso in un clima magico e ossessivo.

28 febbraio, ore 21
Le onde del destino
di Lars von Trier. Con Emily Watson, Stellan Skarsgård. Danimarca 1996 – v. italiana (158′)
Film dell’amore totale, dell’abnegazione, della fiducia nei miracoli che talvolta si fanno carne e sangue in cambio di una vita nuova. Capolavoro di Lars Von Trier, Gran Premio a Cannes nel 1996 e vincitore di numerosi altri riconoscimenti, è una storia indimenticabile in cui la fragile Bess – una strepitosa Emily Watson – si erge a figura di grande, stupefacente bellezza.

1 marzo, ore 21
Anonimo veneziano
di Enrico Maria Salerno. Con Florinda Bolkan, Tony Musante. Italia 1970 – (94′)
Il lacerante addio di un musicista malato a sua moglie, ambientato in una Venezia indimenticabile e sognante, che fa da sfondo livido e decadente a questo incontro tra anime nude, dilaniate dalla paura e dal dolore.

5 marzo, ore 21
Il cucciolo
di Clarence Brown. Con Gregory Peck, Jane Wyman, Claude Jarman jr. USA 1946 – v. italiana (128′)
L’affetto di un bambino per un cerbiatto e il dolore del distacco fanno di questo classico hollywoodiano degli anni ’40 un capolavoro perfetto, pieno di sentimentalismo, pur nella dura e faticosa realtà, che descrive una sorta di ritorno alle origini.

6 marzo, ore 21
Incompreso – Vita col figlio
di Luigi Comencini. Con Anthony Quayle, Stefano Colagrande. Italia 1966 (105′)
Uno dei film più emozionanti del nostro cinema descrive con immensa delicatezza l’infanzia, vittima dell’indifferenza o dell’egoismo degli adulti, nel rapporto difficile tra un padre chiuso e il figlio tutto slanci e intime, segrete sofferenze. Un grave affresco dei sentimenti, delicato e coinvolgente.

7 marzo, ore21
Volver – Tornare
di Pedro Almodóvar. Con Penelope Cruz, Carmen Maura. Spagna 2006 – v. italiana (120′)
Capolavoro tutto al femminile, magnifico e toccante, che esplora i temi dell’infanzia offesa, del desiderio crudele e delle pulsioni d’amore e di morte. Una storia magica di vivi e morti che convivono nella dimensione della memoria e degli affetti – tra Spagna arcana e melò classico – interpretata da attrici strepitose che ricordano Bette Davis, Anna Magnani, Sofia Loren anni Quaranta e Cinquanta.

8 marzo, ore 21
Marcellino pane e vino
di Ladislao Vajda. Con Pablito Calvo, Rafael Rivelles. Spagna, Italia 1955 – v. italiana (90′)
Ancor oggi rimane il film spagnolo di maggior successo nel mondo, solo in Italia commosse undici milioni di spettatori con la storia dell’orfanello di cinque anni che parlava con il crocifisso e gli dava da mangiare un po’ del suo pane e del vino dei frati presso cui viveva. Un classico del genere edificante commovente e coinvolgente.

13 marzo, ore 21
E le stelle stanno a guardare
di Carol Reed. Con Michael Redgrave, Margaret Lockwood. Gran Bretagna 1939 – v. italiana (110′)
La fame, la sofferenza, il diritto alla vita spingono un gruppo di minatori alla ribellione, alla violenza. Un capolavoro drammatico, aspro, robustamente delineato nelle psicologie dei personaggi, impregnato di succhi passionali che trascinano lo spettatore nel fondo di una miniera, tra l’ansia e la disperazione dell’attesa per la propria sorte.

14 marzo, ore 21
Da qui all’eternità
di Fred Zinnemann. Con Frank Sinatra, Deborah Kerr, Montgomery Clift, Burt Lancaster. USA 1953 – v. italiana (118′)
Capolavoro intenso e coinvolgente, ambientato in un accampamento militare poco prima dell’attacco di Pearl Harbor, racconta gli amori, le umiliazioni, le rivincite e i tradimenti di cinque personaggi, interpretati magistralmente da alcune delle star più famose di Hollywood dell’epoca. Premiato con otto premi Oscar, è senza dubbio il migliore melodramma di guerra.

15 marzo, ore 21
Uomini – Il mio corpo ti appartiene
di Fred Zinnemann. Con Marlon Brando, Everett Sloane, Teresa Wright. USA 1950 – v. italiana (85′)
Al suo primo film, Marlon Brando, si rivela già un attore straordinario, capace di trasmettere verità emotiva e autenticità al dramma di un soldato ferito in guerra, che attraversa le tappe della riabilitazione e del reinserimento nella vita civile. Fece sensazione all’epoca per la rappresentazione senza ipocrisie del problema sessuale.

Si ringraziano per la collaborazione: Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale, Fondazione Cineteca Italiana – Milano, Cineteca D. W. Griffith, Warner Bros. Entertainment Italia, Emme Cinematografica

INFORMAZIONI
Palazzo delle Esposizioni – Sala Cinema
ingresso scalinata di via Milano 9 A, Roma
biglietto: intero € 4,00 – ridotto € 3,00 – abbonamento alla rassegna € 20,00
www.palazzoesposizioni.it

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