Le Città Visibili – Terza edizione – MADRID

Giunta quest’anno al terzo appuntamento, dopo due edizioni di grande successo dedicate a Parigi e Berlino, la rassegna Le Città Visibili continua la sua ricognizione cinematografica con una capitale d’eccezione come Madrid. Dal 14 al 21 dicembre, presso il Cinema Trevi di Roma, una straordinaria carrellata di quaranta film racconterà la storia di Madrid dall’era del muto a oggi, mescolando grandi classici a opere rare o inedite, anteprime e restauri, ospiti e eventi speciali. Le varie sezioni della rassegna si focalizzeranno su alcuni momenti storici e culturali fondamentali, dagli anni della Guerra Civile al cinema del dissenso durante il franchismo, dall’esplosione creativa degli anni Ottanta alle nuove promesse del cinema spagnolo, passando per le opere di maestri come Bardem, Buñuel, Ivens, Ferreri, Saura, Patino, Almodóvar, Zulueta, Amenábar e Trueba. Un’occasione unica, insomma, per tutti gli amanti del grande cinema e della cultura spagnola.

La rassegna è stata promossa dalla Regione Lazio – Assessorato alla Cultura, Spettacolo, Sport, dal Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale e dall’associazione La Farfalla sul Mirino, in collaborazione con l’Ambasciata di Spagna, l’Unione Latina, la Filmoteca Española e con il patrocinio dell’Assessorato alle Politiche Culturali del Comune di Roma e dell’Instituto Cervantes.

Serata d’apertura – Domenica 14 dicembre ore 20.00 (ingresso gratuito)

Dopo due grandi classici come Muerte de un ciclista (ore 16.30) e Pepi, Luci, Bom e le altre ragazze del mucchio (ore 18.15), domenica 14 dicembre alle ore 20.00 è prevista la serata d’apertura della rassegna, ad ingresso gratuito: dopo il saluto dei rappresentanti delle istituzioni promotrici della manifestazione, sarà proiettato in anteprima italiana Madrid: la sombra de un sueño, appassionante documentario sulla stagione della “movida” degli anni Ottanta, a cui seguirà il capolavoro maledetto che a quella stagione ha dato il via, Arrebato (1979), di Iván Zulueta, film inedito in Italia ma assurto a pellicola di culto in Spagna, assolutamente da riscoprire.

Gli eventi della rassegna

Scorrendo rapidamente il programma, vanno segnalati alcuni appuntamenti imperdibili: mercoledì 17, l’incontro con Luciano Emmer che introdurrà un tris straordinario dei suoi documentari d’arte, Goya, Picasso e Paradiso terrestre; giovedì 18, Vieri Razzini presenterà al pubblico El Cochecito, capolavoro di Marco Ferreri; venerdì 19, l’anteprima italiana del restauro del primo film sonoro spagnolo, El misterio de la Puerta del Sol; domenica 21, l’incontro con  Juan Manuel Chumilla Carbajosa, regista del commovente documentario Buscarse la vida (2007), anch’esso presentato in anteprima, così come i preziosi corti selezionati dal Festival Internazionale del Cortometraggio di Siena; infine, come evento di chiusura domenica 21, alle 20.15, il maestro Antonio Coppola accompagnerà dal vivo al pianoforte ¡Viva Madrid que es mi pueblo!, caposaldo del cinema muto spagnolo in versione restaurata. Inoltre, alcuni film verranno presentati in diverse sale fuori Roma (Civitavecchia, Trevignano, Santa Marinella) ad ingresso gratuito.

Cinema Trevi – Cineteca Nazionale

Vicolo del Puttarello, 25 – Fontana di Trevi, Roma

www.snc.it

Ufficio stampa: Stefano Finesi

Il Programma

DOMENICA 14 DICEMBRE

Ore 16.30

Muerte de un ciclista (Gli egoisti, 1955)

Regia: Juan Antonio Bardem; sceneggiatura: Juan Antonio Bardem, Luis Fernando de Igoa; fotografia: Alfredo Fraile; musica: Isidro B. Maiztegui; montaggio: Margarita de Ochoa; interpreti: Lucia Bosé, Alberto Closas, Otello Toso, Carlos Casaravilla, Bruna Corrà; origine: Spagna/Italia; produzione: Georges de Beauregard, Manuel J. Goyanes; durata: 88′.

Una coppia di amanti, Juan e Marìa José, investono accidentalmente un ciclista, e lo lasciano morire sul luogo dell’incidente. Quando Sava, un loro conoscente, minaccia di rivelare il loro crimine al marito di lei, la situazione sembra precipitare. Premio FIPRESCI al festival di Cannes, Muerte de un ciclista ha consacrato Bardem come autore di prima grandezza, benché scomodo al regime imperante. Il film si muove sui binari del melodramma poliziesco con l’obiettivo raccontare l’ipocrisia della borghesia cittadina e mette a nudo senza mezzi termini l’impotenza degli intellettuali all’interno di un contesto sociale dai valori sempre più degradati. Nell’ottimo cast spicca la presenza di una bellissima e giovanissima Lucia Bosé.

Ore 18.15

Pepi, Luci, Bom y otras chicas del montón

(Pepi, Luci, Bom e le altre ragazze del mucchio, 1980).

Regia, soggetto e sceneggiatura: Pedro Almodóvar; fotografia: Paco Femenia; montaggio: José Salcedo; interpreti: Carmen Maura, Cecilia Roth, Félix Rotaeta, Olvido Gara, Eva Siva; origine: Spagna; produzione: Pepón Coromina, Pastora Delgado, Paco Poch, Ester Rambal, Félix Rotaeta per Fìgaro Films; durata: 82′; v.o; sott.it

Tutto il gioioso caos della Madrid rockettara e punk di fine anni settanta nel primo film ufficiale di Pedro Almodóvar, che mescola personaggi e storie assurde senza alcuna preoccupazione per la morale o il pudore correnti. Cinema in piena libertà, che già esplicita con pienezza lo stile colorato e irriverente del genio madrileno. Protagonista la “musa” prima del regista, l’impagabile Carmen Maura.

ore 20.00

Ingresso gratuito

Saluto dei rappresentanti delle istituzioni promotrici della manifestazione

a seguire

Madrid: la sombra de un sueño (2007)

Regia: Alejandro Andrade; sceneggiatura: Alejandro Andrade, Pedro Moreno de los Rìos; fotografia: Olmo Couto Pèrez, Ion De Sosa; musica: Pedro Portellano; montaggio: Alejandro Andrade; interpreti: Pedro Almodóvar, Alaska, La Prohibida, Juan Flahn, Olvido Gara, Ouka Lele; origine: Spagna; produzione: Alejandro Andrade, Pedro Moreno de los Rìos; durata: 29′; v.o; sott.it; beta SP

Un piccolo caso in Spagna, questo documentario ripercorre la nascita della “movida” madrilena, partendo dagli anni ottanta e dal movimento di ribellione/liberazione che iniziò in Spagna dopo la morte di Franco. Una contaminazione di musica, immagine e colore per raccontare la molteplicità delle forme espressive che hanno reso la Spagna uno dei paesi europei più avanzati e liberali. Premiato nei maggiori festival di documentari del continente e presentato in anteprima.

Anteprima italiana

a seguire

Arrebato (1979)

Regia, soggetto e sceneggiatura: Iván Zulueta; fotografia: Ángel Luis Fernández; musica: Negativo,

Iván Zulueta; montaggio: José Luis Peláez, José Pérez Luna, María Elena Sáinz de Rozas; interpreti: Eusebio Porcela, Will More, Cecilia Roth, Marta Fernández Muro, Carmen Giralt, Helena Fernán-Gómez; origine: Spagna; produzione: Nicolás Astiarraga P.C.; durata: 105′; v.o; sott.it

José Sirgado è un regista tossicomane in crisi creativa, abbandonato dalla compagna e passato a dirigere film di serie B. L’incontro con Pedro, ragazzo lunatico con la passione del Super 8, riuscirà a cambiargli la vita. Cineasta basco con un passato da illustratore, considerato uno dei maestri dell’underground europeo degli anni settanta, Iván Zulueta firma con Arrebato il suo capolavoro maledetto, un film praticamente sconosciuto e “invisibile” in Italia, ma assurto col tempo a opera di culto in Spagna. Assolutamente da riscoprire come opera-simbolo di una stagione cinematografica irripetibile.

MARTEDÌ 16 DICEMBRE

Ore 17.00

Ópera prima (Opera prima, 1980)

Regia: Fernando Trueba; sceneggiatura: Fernando Trueba, Óscar Ladoire; fotografia: Ángel Luis Fernández; musica: Fernando Ember; montaggio: Miguel Angel Santamaria; interpreti: Óscar Ladoire, Paula Molina,  Antonio Resines, Luis González Regueral, Kiti Manver; origine: Spagna/Francia; produzione: Fernando Colomo, José Esteban Labala per Les Films Moliere; durata: 94′

Un incontro amoroso a Madrid, in Plaza de Opera: Matias è un giornalista venticinquenne divorziato che sta scrivendo un thriller; Violeta è sua cugina diciottenne e studia violino. Nonostante le differenze di carattere e i consigli degli amici, il ragazzo decide comunque di trasferirsi a casa di lei e impegnarsi in una storia seria… Esordio nel lungometraggio del futuro premio Oscar Fernando Trueba, ottenne un premio alla Mostra di Venezia e lanciò definitivamente uno degli autori spagnoli più conosciuti a livello internazionale. Brioso e accattivante, il film è il ritratto disinibito di una generazione che assaporava i primi anni di libertà dopo una lunga dittatura.

Ore 18.45

Surcos (1951)

Regia: José Antonio Nieves Conde; soggetto: Eugenio Monts; sceneggiatura: José Antonio Nieves Conde, Natividad Zaro, Gonzalo Torrente Ballester; fotografia: Sebastián Perera; musica: Jesús García Leoz; montaggio: Margarita de Ochoa; interpreti: Luis Peña, María Asquerino, Francisco Arenzana, Marisa de Leza, Ricardo Lucía; origine: Spagna; produzione: Atenea Films; durata: 99′; v.o; sott. ingl.

Una famiglia che sopravvive nella campagna povera della Spagna decide di emigrare a Madrid in cerca di condizioni migliori. Ma la speranza di una tranquillità economica si rivelerà ben presto il più triste dei miraggi… L’influenza del Neorealismo italiano, affermatosi pochi anni prima, è evidente nel capolavoro di Nieves Conde, a tutt’oggi considerato come uno dei classici più innovativi della storia del cinema spagnolo. Nonostante il messaggio fortemente critico nei confronti del regime franchista, il film evitò in parte l’ostracismo della censura grazie alle vedute aperte dell’allora commissario per il cinema José María García Escudero, ma ciò non impedì comunque che la Chiesa lo bollasse come “profondamente pericoloso”. Presentato al Festival di Cannes del 1952.

Ore 20.40

Selezione di cortometraggi dal Festival Internazionale del Cortometraggio di Siena:

La Clase (Spagna, 2008, di Beatriz M. Sanchis, durata: 20′)

M-16 (Spagna, 2008, di Daniel Rebner, durata: 11′)

El Hombre Feliz (Spagna, 2007, di Gil Lucina, 14′)

a seguire

Carne trémula (Carne tremula, 1997)

Regia: Pedro Almodóvar; sceneggiatura: Pedro Almodóvar, Jorge Guerricaechevarría, Ray Loriga liberamente ispirato al romanzo di Ruth Rendell Carne viva; fotografia: Affonso Beato; musica: Alberto Iglesias; montaggio: José Salcedo; interpreti: Javier Bardem, Francesca Neri, Liberto Rabal, Algela Molina, Penélope Cruz; origine: Spagna/Francia; produzione; Augustìn Almodóvar per El Deseo; durata: 103′

Uno dei film più sanguigni e acclamati del maestro madrileno racconta la storia intrecciata di quattro anime perse, unite da un destino comune ma divise dal dolore della perdita. Melodramma folgorante, realizzato da un regista ormai pienamente maturo, Carne tremula segna anche l’inizio della collaborazione di Almodóvar con Penélope Cruz, che seguirà con Tutto su mia madre e Volver. Madrid, la sua storia e le sue atmosfere, trovano nel film una rappresentazione di tale forza evocativa da riuscire quasi a trasformare la città in un personaggio della vicenda. Nastro d’Argento 1998 ad Almodóvar e a Francesca Neri.

MERCOLEDÌ 17 DICEMBRE

ore 16.30

Esa pareja feliz (1953)

Regia: Regia: Juan Antonio Bardem, Luis García Berlanga; sceneggiatura: Juan Antonio Bardem, Luis García Berlanga; fotografia: Willy Goldberger; musica: Jesús García Leoz; montaggio: Pepita Orduña; interpreti: Fernando Fernán Gómez, Elvira Quintillá, Félix Fernández, José Luis Ozores, Fernando Aguirre; origine: Spagna; durata: 83′; v.o; sott. it.

Commedia sulla vita matrimoniale di una coppia come molte altre: lei è una casalinga, lui lavora come elettricista in uno studio cinematografico e studia per corrispondenza. L’opportunità di migliorare la loro condizione sociale arriva quando partecipano ad un concorso che credono di aver vinto… Primo film girato da Bardem e Berlanga, fino allora semplici compagni di studio alla Escuela Oficial de Cinematográfia, Esa pareja feliz è un gioiello di divertimento e satira sociale, la cui vena corrosiva incappò da subito nella repressione della censura franchista: girato nel 1951, il film uscì nelle sale solo due anni dopo, grazie al successo internazionale ottenuto nel frattempo da ¡Bienvenido, Mister Marshall!, sempre diretto da Berlanga e scritto da Bardem.

Ore 18.10

Mourir à Madrid (Morire a Madrid, 1963)

Regia: Frédéric Rossif; sceneggiatura: Frédéric Rossif, Madeleine Chapsal; fotografia: Georges Barsky; musica: Maurice Jarre; montaggio: Suzanne Baron; voci narranti: John Gielgud, Irene Worth, Suzanne Flon, Roger Mollien, Germanie Montero; origine: Francia; produzione: Nicole Stéphane; durata: 85′; v.o; sott. it.

Un’opera che racconta con precisione sconcertante l’immobilità della Spagna dei primi anni sessanta, montati in alternanza con documenti d’archivio risalenti alla Guerra Civile, spesso inediti e di impatto straordinario. Film schierato ma di grande onestà, Mourir à Madrid uscì negli Stati Uniti nel 1966 e venne candidato all’Oscar come miglior documentario, diventando poi con il tempo un classico assoluto.

Ore 20.00

Ingresso Gratuito

Incontro con Luciano Emmer – In collaborazione con Ass. Roma Città di Cinema

a seguire

Goya (1951)

Regia e sceneggiatura: Luciano Emmer; fotografia: Mario Bava; musica: Albéniz, Tarrega (eseguita da Andrés Segovia); voce narrante: Emilio Cecchi; origine: Italia; produzione: Sergio Amidei per Colonna Film; durata: 16′

Incontrare Picasso (riedizione del 2000 del film Picasso del 1954)

Regia: Luciano Emmer; soggetto e testo: Antonio Del Guercio, Renato Guttuso, Antonello Trombadori; fotografia: Giulio Gianini; musica: Roman Vlad; origine: Italia; produzione: Sergio Amidei per Rizzoli Film; durata: 42′

Riedizione e restauro a cura della Cineteca Nazionale e di Luciano Emmer

Paradiso Terrestre (1940)

Regia, soggetto e sceneggiatura: Luciano Emmer, Enrico Gras, Tatiana Grauding; musica: Luciano Emmer (selezione brani), Roman Vlad; origine: Italia; produzione: Dolomiti Film; durata: 11′

Primo amore cinematografico di Luciano Emmer fu il documentario d’arte, di cui rimane tuttora uno dei maestri più apprezzati a livello internazionale. La selezione presentata si focalizza sui celebri omaggi a due artisti simbolo della Spagna, ma comprende anche il prezioso Paradiso Terrestre, dedicato all’opera di Bosch esposta ancora oggi al Prado di Madrid. «Allora con Bosch, come oggi con Goya – sostiene il regista – mi sono rinchiuso a colloquio con i due pittori e isolato dal resto del mondo, per chiedere attraverso di loro cosa stava succedendo e perché stava succedendo, per rendere fattivi con un’opera sia pure modesta il mio amore per la vita e la profonda solidarietà che provo per i miei simili».

Ore 21.45

La primera noche de mi vida (1998)

Regia: Miguel Albaladejo; soggetto e sceneggiatura: Elvira Lindo, Miguel Albaladejo; fotografia: aAlfonso Sanz Alduan; musica: Lucio Godoy; montaggio:  Angel Hernandez Zoido; interpreti: Leonor Wtling, Juanjo Martinez, Carlos Fuentes, Mariola Fuentes, Emilio Gutierrez Caba, Ana Lizaran; origine: Spagna; produzione: La Sept ARTE, Haut et Court, Alphaville; durata: 84′; v.o; sott.it

31 dicembre 1999, periferia di Madrid. Manuel e sua moglie Paloma, prossima al parto, devono andare a cena dai genitori di lei, ma al padre viene rubata l’automobile. Inizia così una bizzarra notte di Capodanno, in cui si susseguono piccoli incidenti e strani incontri di uomini e donne che si smarriscono nella periferia della capitale. Realizzato per la serie di film “2000 vu par…” prodotta da ARTE Francia, il film Albaladejo vive in un miracoloso equilibrio tra il disincanto con cui guarda alla società madrilena e il messaggio di speranza che il film riesce a comunicare, anche grazie a un’ironia sapientemente disseminata in tutta la vicenda. Pluripremiato in tutto il mondo.

GIOVEDÌ 18 DICEMBRE

Ore 17.00

La Defensa de Madrid (1936)

Regia: Ángel Villatoro; soggetto e sceneggiatura: çngel Villatoro; fotografia: Alberto Arroyo; supervisione: Manuel Ordóñez de Barraicúa; suono: Antonio Capitán; origine: Spagna; produzione: Alianza de Intelectuales Antifascistas; durata: 10′; v.o; beta SP

Madrid (1937)

Regia, soggetto e sceneggiatura: Manuel Villegas Lopez; montaggio: Antonio Martínez, Ismael Nieto; suono: Francisco Gómez; voce narrante: Manuel Villegas Lopez; origine: Spagna; produzione: Cinema Español (Subsecretaría de Propaganda); durata: 28′; v.o; beta SP

La Ciudad Universitaria (1938)

Regia: Edgar Neville; soggetto e sceneggiatura: Edgar Neville; fotografia: Heinrich Gärtner (Enrique Guerner); voce narrante: Manuel Augusto Garcia Violas; origine: Spagna; produzione: Departamento Nacional de Cinematografía; durata: 12; v.o; beta SP

Madrid cerco y bombardeamiento de la capital de España (1936)

documentario franchista della serie Arriba Espana!; origine: Spagna; durata: 15′; v.o; beta SP

La liberacion de Madrid (1939)

cinegiornale franchista; origine. Spagna; produzione: Departemento Nacional de Cinematografia, Spagna; durata: 18′; v.o; beta SP

El gran desfile de la victoria en Madrid (1939)

cinegiornale franchista; origine. Spagna; produzione: Departemento Nacional de Cinematografia, Spagna; durata: 15′; v.o; beta SP

Un’antologia di documentari militanti e cinegiornali girati durante la Guerra Civile, sia nella prospettiva del fronte repubblicano che di quella franchista. Per quest’ultima vengono presentati due dei cosiddeti NO-DO (Noticiarios y Documentales, l’equivalente spagnolo dei cinegiornali Luce) e un documentario della serie di propaganda “Arriba Espana!”, mentre dalla parte repubblicana sono i celebri lavori di Villatoro, Manuel Villegas Lopez e Edgar Neville.

Copie provenienti da Filmoteca Española

Ore 19.00

La Comunidad (La Comunidad – Intrigo all’ultimo piano, 2000)

Regia: Álex de la Iglesia; sceneggiatura: Jorge Guerricaechevarría, Álex de la Iglesia; fotografia: Kiko de la Rica; musica: Roque Baños; montaggio: Alejandro Lázaro; interpreti: Carmen Maura, Eduardo Antuña, María Asquerino, Jesús Bonilla, Marta Fernández Muro; origine: Spagna; produzione: Andrés Vicente Gómez, Marco Gómez per Antena 3 Televisión; durata: 110′.

Mentre sta cercando di vendere un appartamento, Julia trova 300 milioni di pesetas. Ma sulle tracce del malloppo si scatena anche tutto il resto del palazzo… Citazionista ad oltranza – si va da Hitchcock a Delicatessen a Helzapoppin – il secondo film di Álex de la Iglesia è una commedia nera di grande efficacia, che si muove dentro i registri più scuri con vistosa agilità, merito anche di un cast affiatato su cui svetta la sempre apprezzabile Carmen Maura.

Ore 21.00

El Cochecito (1960)

Regia: Marco Ferreri; soggetto: dal romanzo di Rafael Azcona; sceneggiatura: Marco Ferreri, Rafael Azcona; fotografia: Juan Julio Baena; musica: Miguel Asins Arbó; montaggio: Pedro del Rey; interpreti: José Isbert, Pedro Porcel, José Luis López Vázquez, María Luisa Ponte, Antonio Gavilán; origine: Spagna; produzione: Pere Portabella per Films 59; durata: 85′.

Invidioso dell’amico invalido, l’anziano Don Anselmo vuole a tutti i costi una carrozzella a motore, ma i suoi familiari non acconsentono a comprargliela. La otterrà malgrado tutto, arrivando a fare una strage pur di conservarla… Premio FIPRESCI a Venezia, il terzo film di Ferreri è una denuncia radicale dell’ipocrisia borghese sotto il regime franchista, grazie a uno stile insieme corrosivo e esilarante, che fa spesso il verso al buonismo neorealista e si riallaccia idealmente al miglior Buñuel.

Presenta il film Vieri Razzini

Ore 22.40

Corrida! (1966)

Regia e sceneggiatura: Marco Ferreri, Luigi Malerba; voce narrante: Achille Millo; origine: Italia; produzione: RAI; durata: 88′

Realizzato per il secondo canale RAI, Corrida! rappresenta il ritorno in Spagna di Ferreri, stavolta con il proposito di raccontare, in due puntate, la storia della corrida dalle origine alla contemporaneità. Alternando materiali di repertorio, foto e immagini girate per l’occasione, il regista mette da parte gli aspetti folkloristici puntando tutto sul grande impatto visivo del racconto e sul carisma di storici matador come Dominguin e Manolete.

VENERDÌ 19 DICEMBRE

Ore 16.30

Garde descendante du Palais Royal (1896)

Veduta Lumière n. 269, Francia, durata: 40”

a seguire

Il diavolo zoppo (1909)

Regia: Luigi Maggi; soggetto: Alain-René Lesage dal romanzo “Le Diable boiteaux”; fotografia: Giovanni Vitrotti; interpreti: Ernesto Vaser, Gigetta Morano, Ercole Vaser, Mario Voller Buzzi; origine: Italia; produzione: Società Anonima Ambrosio; durata: 14′ (226 metri)

L’intricata vicenda dell’amore tra Leandro e Tomasa, tra cui si mette di traverso Asmodeo, un diavolo che vive in una bottiglia, è solo il pretesto per una galleria di trucchi cinematografici (compreso un volo sui tetti di Madrid), decisamente sorprendenti per l’epoca. Una chicca assoluta.

Copia proveniente dalla Cineteca di Bologna

a seguire

El misterio de la Puerta del Sol (1929)

Regia: Francisco Elías; soggetto e sceneggiatura: Francisco Elías; fotografia: Tomás Duch; musica: Maestro Penella; interpreti: Juan de Orduña, Anita Moreno, Jack Castello, Antonio Barbero, Teresita Silva, Carlos Rifart; origine: Spagna; produzione: Feliciano M. Vitores; durata: 75′; v.o; sott. it.

Primo film sonoro del cinema spagnolo, El misterio de la Puerta del Sol venne girato per volontà dell’avventuroso produttore Feliciano Manuel Vitores, che aveva brevettato un sistema autarchico di registrazione del suono, il Phonofilm. La buffa vicenda narrata, quella di due amici che sognano di diventare attori e arrivano ad inscenare un delitto pur di riuscire nel loro intento, è anche lo spunto per fare il verso ai divi del cinema americano dell’epoca (uno dei protagonisti si chiama Rodolfo Bambolino, mentre il regista americano è Edwin S. Carewe, parodia di Edwin S. Porter…). Quello che viene presentato in anteprima è lo straordinario restauro della pellicola, curato dalla Filmoteca Española.

Ore 18.30

España 1936 (1937)

Regia: Jean-Paul Le Chanois; soggetto, sceneggiatura e produzione: Luis Buñuel; origine: Spagna; durata: 35′.

Considerato tra i documenti più realistici e dolorosi della battaglia per le strade che insanguinò la Guerra Civile spagnola, il film venne commissionato all’epoca dalla segreteria addetta alla propaganda del Governo della Repubblica. L’impegno prima umanitario e poi civile del genio di Luis Buñuel, che firma sceneggiatura e produzione, rende il film una testimonianza fondamentale di uno dei momenti più bui della storia del secolo scorso.

a seguire

The Spanish Heart (Terra di Spagna, 1937)

Regia: Joris Ivens; sceneggiatura: John Dos Passos, Ernest Hemingway; fotografia: John Fernhout; montaggio: Helen van Dongen; suono: Irving Reis; narratori: Manuel Azaña, José Díaz, Dolores Ibárruri, Orson Welles (versione inglese), Ernest Hemingway (versione inglese); origine: USA; produzione: Herman Shumlin; durata: 52′

Durante la Guerra Civile, un gruppo di contadini prova a districarsi tra gli orrori del conflitto e la necessità di sopravvivere continuando a coltivare i campi. Tra loro spicca il giovane Julián, che finisce arruolato in un reggimento della capitale. Il periodo americano di Joris Ivens trova il suo momento più alto in questo manifesto di propaganda anti-fascista ancora capace di coinvolgere e commuovere, e a cui contribuirono per la sceneggiatura due maestri come Dos Passos e Hemingway. Quest’ultimo figura nella versione originale anche come voce narrante, insieme ad altri nomi prestigiosi come Orson Welles e Jean Renoir.

Ore 20.30

Ogro (1979)

Regia: Gillo Pontecorvo; soggetto: Julen Aguirre; sceneggiatura: Gillo Pontecorvo, Giorgio Arlorio, Ugo Pirro; fotografia: Marcello Gatti; musica: Ennio Morricone; montaggio: Mario Morra; interpreti: Gian Maria Volonté, José Sacristán, Ángela Molina, Eusebio Poncela, Saverio Marconi, Georges Staquet; origine: Italia/Francia/Spagna; produzione: Franco Cristaldi per Vides Cinematografica, Action Film, Sabre Film; durata: 100′.

Nel 1973 quattro terroristi dell’ETA progettano il sequestro dell’ammiraglio Luis Carrero Blanco, spietato gerarca soprannominato “ogro”, l’orco, e considerato il delfino di Franco. Quando però l’uomo si avvia a diventare il capo del governo spagnolo, il sequestro si trasforma in un attentato in piena Madrid. Tratto da una storia vera, il film di Pontecorvo ha avuto una gestazione travagliata, vista la materia che affronta, e l’uscita in sala poco dopo il rapimento Moro gli attirò l’accusa di ambiguità politica. In realtà, anche grazie all’interpretazione di Volonté e alla spettacolarità della messinscena, si tratta di un’opera da recuperare.

Ore 22.30

Deprisa, deprisa! (In fretta, in fretta, 1981)

Regia: Carlos Saura; soggetto e sceneggiatura: Carlos Saura; fotografia: Teodoro Escamilla; montaggio: Jean Hamon; interpreti: Berta Socuéllamos, José Antonio Valdelomar, Jesús Arias, José María Hervás Roldán, María del Mar Serrano, Consuelo Pascual; origine: Spagna/Francia; produzione: Elías Querejeta Producciones Cinematográficas S.L.; durata: 99′; v.o; sott.it

Pablo e Meca sono due giovani ladri che vivono alla giornata. Appena conosce Ángela, Pablo se ne innamora e, dopo averle insegnato a sparare, la fa entrare nella banda, che ormai conta anche un quarto membro, Sebastian. Quando i loro colpi si fanno più ambiziosi, però, la tragedia è dietro l’angolo. Acclamato da critica e pubblico, vincitore dell’Orso d’Oro a Berlino, è uno dei film più atipici di Saura, che sceglie un cast di non professionisti (alcuni dei quali veri delinquenti) per raccontare con disincanto un “romanzo criminale” dell’estrema periferia di Madrid.

SABATO 20 DICEMBRE

Ore 16.30

10:30 P.M. Summer (Alle 10:30 di una sera d’estate, 1966)

Regia Jules Dassin; sceneggiatura  Jules Dassin e Marguerite Duras dal suo romanzo  “Dix heures et demie du soir en été”; fotografia Gábor Pogány; musica Cristóbal Halffter; interpreti Melina Mercouri, Romy Schneider, Peter Finch, Julián Mateso; origine: Usa/Spagna; produzione: Argos Films; durata: 85′; v.o; sott.it

Paul e Maria, una giovane coppia inglese, sono in viaggio per la Spagna in compagnia di un’amica comune, Claire. Accortasi della forte attrazione che intercorre tra i due, Maria decide di fuggire, non prima di aver incontrato un uomo misterioso che ha appena ucciso la moglie e l’amante. Cult “invisibile” di Dassin, è un thriller atipico fatto di atmosfere e sperimentalismi visivi e narrativi, con un cast stellare. Presentato in una rara copia d’epoca in Technicolor, è un evento davvero imperdibile.

Ore 18.10

Madrid (1987)

Regia, soggetto sceneggiatura: Basilio Martin Patino; fotografia: Augusto García Fernández-Balbuena; musica: Carmelo Bernaola; scenografia: Ponzalo Polo; interpreti: Rüdiger Vogler, Verónica Forqué, Maria Luisa Ponte, Luis Ciges, Ana Duato; origine: Spagna; produzione: José Luis Garcìa Sànchez per La Linterna Magica; durata: 114′; v.o; sott.it

Uno sguardo lucido e disincantato sulla capitale spagnola da parte di uno degli autori che hanno fatto del cinema uno affilato strumento di indagine sociologica e di protesta. Considerato una spina nel fianco dal governo franchista (tra i suoi film più celebri, Caudillo e Canciones para después de una guerra), Patino realizza forse con Madrid il suo capolavoro, nonché un commosso omaggio alla capitale spagnola in occasione dei cinquant’anni della Guerra Civile. Nella parte del protagonista ritroviamo Rüdiger Vogler, già attore feticcio di Wim Wenders.

Ore 20.15

Abre los ojos (Apri gli occhi, 1997)

Regia: Alejandro Amenábar; soggetto e sceneggiatura: Alejandro Amenábar, Mateo Gil; fotografia: Hans Barman; musica: Alejandro Amenábar, Mariano Marìn; montaggio: María Elena Sáinz de Rozas; interpreti: Eduardo Noriega, Penélope Cruz, Chete Lera, Fele Martínez, Najwa Nimri; origine: Spagna/Francia/Italia; produzione: Fernando Bovaira, José Luis Cuerda, Alain Sarde; durata: 117′

Il talento visivo di Amenábar svelato al pubblico internazionale in un puzzle psicologico che fece innamorare Tom Cruise, il quale ne comprò i diritti per il remake americano Vanilla Sky (poi interpretato sempre dalla Cruz). La vicenda ha per protagonista il playboy Cèsar, che rimane sfigurato in seguito alla vendetta di una sua ex e decide di nascondersi al mondo, anche alla donna che ama. Ma l’inquietante realtà che si nasconde dietro gli eventi è molto più complessa delle apparenze. Piccolo grande cult spagnolo che mescola piani narrativi, scansioni temporali e soprattutto realtà e finzione, in un appassionante mosaico di pura fascinazione cinematografica.

Ore 22.30

La ley del deseo (La legge del desiderio, 1987)

Regia, soggetto e sceneggiatura: Pedro Almodóvar; fotografia: Ángel Luis Fernández; montaggio: José Salcedo; interpreti: Carmen Maura, Antonio Banderas, Eusebio Poncela, Miguel Molina, Fernando Guillén; origine: Spagna; produzione: Agustín Almodóvar, Miguel Ángel Pérez Campos; durata: 102′

Il film forse più estremo di Pedro Almodóvar è forse anche quello più autobiografico: gli amori e le vicissitudini di un regista omosessuale e di sua sorella attrice in una pellicola che sceglie sapientemente di portare all’eccesso ogni discorso, sia stilistico che narrativo. Un film capace di alternare con abilità il registro melodrammatico con quello grottesco, sempre sul filo di una sublimazione del “basso” e di un umorismo che rappresentano la cifra più personale del regista. Ancora lontano dalla futura carriera hollywoodiana, Banderas offre una delle sue migliori interpretazioni di sempre.

DOMENICA 21 DICEMBRE

Ore 16.30

Buscarse la vida (2007)

Regia e sceneggiatura Juan Manuel Chumilla Carbajosa; fotografia Jordi Abusada; montaggio Elsa Díaz Pirinoli; interpreti Modesto Bayón, Rosa Pérez, José Moisés, Isaac Pozo, Atanas Velikov, Juan Carlos Morales; origine: Spagna; produzione: Elías Querejeta per Canal Plus; durata: 85′; beta SP; v.o; sott.it

Il film racconta la vita quotidiana di sette persone che vogliono superare la loro condizione di povertà, inventando una via di fuga dalla strada e dall’emarginazione. Prodotto da uno dei grandi artefici della storia del cinema spagnolo, Elías Querejeta (già produttore di registi come Saura o Erice), Buscarse la vida è un documentario commovente e impietoso al tempo stesso, capace di uno sguardo non retorico sulla Madrid di oggi. Il film viene presentato in anteprima italiana alla presenza del regista Juan Manuel Chumilla Carbajosa, uno degli autori più promettenti dell’attuale panorama spagnolo. Chumilla ha mosso i primi passi nel cinema proprio al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma, dove si è diplomato in regia. Anche produttore, con la sua Kinos Klan, tra i suoi ultimi film ricordiamo il documentario Magos como tú (2005), Desnudos (2007, presentato ai festival di Montreal e Valencia) e El agua de la vida (selezionato a Valladolid 2008).

Anteprima italiana. Sarà presente il regista

Ore 18.30

El Pisito (1959)

Regia: Marco Ferreri; sceneggiatura: Marco Ferreri, Rafael Azcona; fotografia: Francisco Sempere; musica: Federico Contreras: montaggio: José Antonio Rojo; interpreti: Mary Carrillo, José Luis López Vázquez, Concha López Silva, Ángel Álvarez, María Luisa Ponte; origine: Spagna; produzione: Documento Films; durata: 87′; v.o; sott.it.

Rodolofo e Petrita sono fidanzati da ormai dodici anni, ma non riescono a sposarsi non potendo permettersi un appartamento. Dietro consiglio della donna, Rodolfo accetta di prendere in moglie l’ottantenne proprietaria della pensione dove vive, in attesa dell’eredità… Dal realismo dello sputo iniziale – la mancanza di alloggi a Madrid, i salari bassi – Ferreri tira fuori un film pieno di umorismo nero, la prima grande testimonianza della sua poetica cinematografica graffiante e metaforica. Il film segna anche l’inizio del sodalizio tra il regista e il suo sceneggiatore storico, Rafael Azcona.

Ore 20.15

¡Viva Madrid que es mi pueblo! (1929)

Regia: Fernando Delgado; soggetto e sceneggiatura: Fernando Delgado, Marcial Lalanda; fotografia: Enrique Blanco; musica originale: Daniel Montorio; interpreti: Marcial Lalanda, Florencia Bécquer, Faustino Bretaño, Carmen Viance, Celia Escudero, Juana Espejo; origine: Spagna; produzione: Ediciones Orozco; durata: 160′; v.o; sott. it.

Forse l’opera più famosa di uno dei maestri del cinema muto spagnolo, ¡Viva Madrid que es mi pueblo! ha tra i suoi protagonisti uno dei celebri toreri dell’epoca, Marcial Lalanda, che contava tra i suoi ammiratori anche lo stesso Ernest Hemingway. Opera di grande impegno produttivo, viene presentata per la prima volta in Italia nella versione restaurata dalla Filmoteca Española e accompagnata dal vivo al pianoforte dal Maestro Antonio Coppola, tra i massimi esperti del settore e capace come pochi di ricreare l’atmosfera originaria dell’epoca del cinema muto.

Accompagnamento dal vivo al pianoforte del Maestro Antonio Coppola

PROIEZIONI SPECIALI FUORI ROMA (ingresso gratuito)

Lunedì 15 dicembre – Sala Flaminia Odescalchi (Santa Marinella)

ore 18.00 – Abre los ojos (Apri gli occhi, 1997) di Alejandro Amenábar

Mercoledì 17 dicembre – Cinema Royal (Civitavecchia)

ore 16.30 – Abre los ojos (Apri gli occhi, 1997) di Alejandro Amenábar

ore 18.30 – Amantes (Amanti, 1991) di Vincente Aranda

Giovedì 18 dicembre – Cinema Palma (Trevignano Romano)

ore 19.30 – Kika (Kika – Un corpo in prestito, 1994) di Pedro Almodóvar

ore 21.30 – Amantes (Amanti, 1991) di Vincente Aranda

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