False verità

False verità, l’ultima fatica di Atom Egoyan, ci porta negli anni Cinquanta, mostrandoci luci e ombre di una popolarissima coppia dello spettacolo televisivo del varietà americano.
Vincent Collins (Colin Firth) e Lanny Morris (Kevin Bacon) sono i misteriosi personaggi attorno ai quali si muove la storia, tratta dall’omonimo romanzo di Rupert Holmes e presentato alla Sèlection Officielle dell’ormai imminente festival Cannes.

Il regista canadese ci presenta un Colin Firth inedito che, come ha affermato lo stesso Egoyan, “non riveste i soliti panni del gentleman inglese” e gli affianca anche un’insolita Alison Lohman “capace di superare la prova dello stereotipo di liceale dei suoi precedenti film”e un misterioso Kevin Bacon “famoso più che altro per i suoi ruoli da psicotico”.

La storia procede in maniera lineare fino quando la quiete narraturgica non verrà squarciata dalla presenza di una splendida ragazza di nome Maureen (Rachel Blanchard), ritrovata morta nella vasca da bagno della suite in cui hanno alloggiato i due popolari conduttori televisivi.
Il film strizza l’occhio alle torbide atmosfere del jet set della Los Angeles di Mullholland Drive, capolavoro di Lynch, facendoci riflettere sui risvolti psicologici della storia, seguendo lo sviluppo narrativo del noir (genere a cui ha affiancato il suo film lo stesso Egoyan).
Saranno proprio le false verità del titolo a svelare il misterioso intreccio che lega i personaggi.

Grazie al merito di “Rupert (Holmes, l’autore del romanzo, ndr) che, come ha dichiarato il regista Egoyan, “conosce quel mondo come il palmo della sua mano” il film “riesce a regalarci un resoconto intenso del mondo dell’intrattenimento negli anni Cinquanta. Il suo racconto è ricco di dettagli ed è essenziale per il successo della storia sentire che questa ci viene raccontata da qualcuno che l’ha vissuta in prima persona”.

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