Piccoli affari sporchi

Anno: 2002
Nazione: Gran Bretagna
Durata: 98′
Genere: drammatico
Regia: Stephen Frears
Sceneggiatura: Steve Knight
Fotografia: Chris Menges
Musiche: Anne Dudley
Montaggio: Mick Audsley
cast
Sneaky Sergi Lopez
Senay Audrey Tautou
Okwe Chjwetel Ejiofor
Juliette Sophie Okonedo
Benedict Wong

La prima cosa che ho pensato vedendo questo film è stata: “meno male, è girato a Londra”.

Questo non perché ami particolarmente la città Londra (non ci sono mai stato), ma piuttosto perché mi è venuto da pensare, istintivamente, che lì Frears avrebbe dato il meglio. Questa distinzione non è applicabile a tutto il suo cinema, basti pensare all’attitudine inglese con cui ha realizzato un buon film noir come “Rischiose abitudini” (1991) ambientato a Los Angeles, e in parte anche ad Alta Fedeltà (2000), che comunque partiva da un libro inglese. Alla fine ho avuto la sensazione che il mio istinto avesse ragione…

“Piccoli affari sporchi” si muove in una Londra dove i protagonisti sopravvivono in un paese straniero senza permesso di soggiorno, o in attesa per la richiesta di asilo, trasportati dagli eventi e dalle persone che li sfruttano.

Okwe (C. Ejiofor), nigeriano dottore in medicina, fa il tassista il pomeriggio e il portiere di un albergo la notte e finisce per dormire solo poche ore il mattino sul divano della turca Senay (A. Tautou). La sua vita si incrocia con quella di russi, turchi e cinesi (forse cosa poco credibile); la sua disillusione rispetto al futuro si confronta con i sogni e l’affetto di Senay.

Okwe si ritrova a cercar di capire cosa avviene di “sporco” nell’albergo dove lavora, dopo aver trovato un cuore umano.

I personaggi sono schiacciati e guidati dalla paura del rimpatrio. Frears li segue con occhio attento, tracciando le linee necessarie per farceli arrivare, ma su tutto l’intrigo e le scoperte di Okwe (dove può portare la miseria)… facendoci arrivare il dramma della clandestinità. In genere senza retorica, tolte alcune frasi come una risposta di Okwe alla domanda: “chi siete voi? non vi ho mai visto” ci racconta un buon film con alcune ambientazioni da noir come l’inizio e le scene girate nell’albergo; in più ci ha sempre abituati a un buono utilizzo della colonna sonora.

L’unica pecca di questo film è il doppiaggio: a mio parere il personaggio spagnolo, Sneaky, ha un accento russo, come il cinese non ha proprio l’accento tipico dei cinesi (in più è la stessa voce di Hermes di Futurama (che amo) con lo stesso accento).

Gregorio Caporale

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