ORA O MAI PIU’

di LUCIO PELLEGRINI
con Jacopo Bonvicini, Violante Placido, Edoardo Gabriellini, Camilla Filippi
una produzione:
FANDANGO e RAI CINEMA
sezione Concorso Internazionale

David è uno studente della Normale di Pisa. Prima del suo ultimo esame incontra Viola, la segue e si ritrova in mezzo ad un gruppo di coetanei che stanno per dare vita a un centro sociale in preparazione a Genova 2001. David trascorre con loro le settimane precedenti il meeting del G8, diventa un attivista, si innamora di Viola ma è un grande amico di Luca, il suo ragazzo. Condividono la rabbia gioiosa dei ventenni, una visione un po’ ingenua della rivoluzione, i divertimenti di chi ancora non ha dovuto prendere grosse decisioni. Poi arriva Genova, e cambierà tutto.

Esilarante la prima parte, la vita universitaria, l’ironia della rivoluzione ferma agli anni ’70, gli equivoci amorosi.
Drammatico il secondo tempo, le scelte si presentano agli occhi dei protagonisti, talvolta sono scelte sbagliate, talvolta sono obblighi contro i quali non si riesce a ribellarsi.
Molto curata la ricostruzione di ciò che accadde a Bolzaneto (di più non si poteva fare): i canti degli sbirri che inneggiavano a Pinochet, le cariche gratuite nelle celle, le ore d’attesa, immobili, con le mani sulla testa. E’ stata molto coraggiosa la scelta di Pellegrini di trattare un tema simile in questo modo, una scelta totalmente condivisibile e apprezzata.

Una bella commedia italiana, quindi, ma contemporaneamente la richiesta di non dimenticare, la richiesta di giustizia, l’analisi di un’età in cui si prendono le decisioni che poi influenzeranno tutto il resto della vita. Non è un film “carino”, come è stato definito al termine della proiezione, è qualcosa di più. E’ un’opera intelligente, coraggiosa, dovuta, anche. E nemmeno retorica, non fosse per il contentino ai sostenitori del “volemose bbene” con l’amicizia tra il protagonista e il fascista.

Nota finale: nel cinema, dietro di me, due ragazzi della Svizzera tedesca. I loro commenti: “non è possibile che i poliziotti abbiano fatto queste cose, qui ha un po’ esagerato, sono le leggende che si raccontano negli ambienti”. Ho cercato di spiegare che, in effetti, i poliziotti hanno fatto molto di più, ma non c’è stato verso. Ah, la fiducia nelle istituzioni!

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