HEIST-IL COLPO

Joe Moore (Gene Hackman), ladro professionista e dalla classe superiore, viene coinvolto dal suo ricettatore (DeVito) nel classicissimo “ultimo colpo prima di andare in pensione”. Nell’avventura si imbarcano anche: la compagna di Moore, due suoi amici e “colleghi” di vecchia data e, sciaguratamente, anche il nipote del ricettatore. Dopo una serie di rinvii, il colpo viene eseguito alla perfezione ma, altra situazione topica, i guai cominciano proprio al momento di dover dividere il bottino.

Era ora che arrivasse al cinema un noir finalmente privo di smargiassate (tipo le sparatorie con le armi che non hanno mai bisogno di essere ricaricate) e di derive pulp. Il film di Mamet non racconta assolutamente nulla che non sia già stato raccontato decine di altre volte, ma l’atmosfera del suo film è piacevolmente retrò (come in “Ronin” si punta molto anche quì sul valore assoluto da attribuire all’amicizia e ai codici d’onore), gli attori sono in gran vena e i dialoghi sono brillanti (con un utilizzo particolarmente inventivo del turpiloquio) e spesso irresistibili.

Mamet non pretende di reinventare forme cinematografiche né strutture narrative complesse, si limita a proporre un intrattenimento di classe lavorando su materiali già ampiamente codificati e dirigendo la sua opera in souplesse, senza calcare la mano sulla spettacolarità e puntando piuttosto sulla definizione dei caratteri e su atmosfere in apparenza placide ma, in realtà, sempre sul punto di rottura. In definitiva l’autore, in vacanza da temi più impegnati, propone “soltanto” un divertissmént, ma ad avercene di così eleganti e, soprattutto, di così rispettosi nei confronti dello spettatore.

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