FROM HELL

Nel 1888 a Londra, nel sordido quartiere di Whitechapel, un maniaco omicida uccide e sevizia cinque prostitute, impiegando sempre il medesimo modus operandi: le vittime vengono sgozzate e private di alcuni organi interni, e al loro fianco viene ritrovato un raspo d’uva. L’ispettore Frederick Abberline (Johnny Depp), dedito all’oppio e all’assenzio corretto con il laudano, si mette sulle tracce del colpevole, facendosi aiutare da una puttana irlandese (Heather Graham). Ma quando la sua indagine arriverà a lambire la soglia della Casa Reale inglese, più di uno cercherà di mettergli i bastoni fra le ruote.

Ancora un passo avanti nella carriera in crescendo degli Hughes Brothers dopo i precedenti “Nella giungla di cemento” (ad altissimo tasso di retorica) e “Dollari sporchi” (ancora troppo effettistico ma coinvolgente e ben diretto). Il loro terzo film, tratto da un fumetto (pomposamente ribattezzato “romanzo grafico” nei titoli di testa) del grande Alan Moore, travalica quelli che potrebbero essere i limiti di un’operazione postmoderna (con omaggi evidenti a “C’era una volta in America” e a “The Elephant Man”) e stupisce per lo stile raffinato con cui i registi affrontano una materia che avrebbe facilmente potuto cadere nella bassa macelleria, soprattutto se si considera l’enfasi urlata che costituiva la cifra stilistica dei due autori fino a questo momento.

Non mancano i colpi bassi né è del tutto assente una punta di compiacimento macabro nel descrivere lo squallore dei sobborghi londinesi e l’efferatezza delle imprese di Jack, ma l’eleganza di certi movimenti di macchina (rimarchevole il piano sequenza iniziale e la morbidezza di certi dolly), la classe degli interpreti, la sontuosa ricostruzione scenografica e la tenebrosa fotografia del lynchiano Peter Deming, fanno di “From Hell” un’opera pienamente matura, intrigante e, nella scelta di rinunciare ad uno scontato lieto fine, persino coraggiosa.

Un occhio maniacale può notare la somiglianza incredibile tra il poliziotto barbuto che si aggira per le strade di Whitechapel e il poliziotto (sempre londinese, sempre barbuto) da cui cercava di frasi arrestare David Naughton in “Un Lupo mannaro americano a Londra”. Che sia proprio lo stesso attore?

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