The Others

1945: Grace (Nicole Kidman) vive con i suoi due bambini a Jersey, un’isola al largo delle coste inglesi. Il marito, arruolatosi per combattere il nemico nazista, non è più tornato dalla guerra e la donna si trova da sola ad occupare un’enorme casa vittoriana e a vegliare sui suoi figli, affetti da una grave forma di fotosensibilità che non permette loro di esporsi alla luce solare. Inoltre strani fenomeni sembrano turbare ulteriormente la vita della famiglia: rumori, apparizioni, respiri asmatici e, come se non bastasse, una servitù che sembra nascondere dei segreti terribili.

Terzo film dell’interessante Amenabar, regista che predilige giocare con le atmosfere piuttosto che con gli effetti speciali e le truculenze (si pensi a “Tesis”). Infatti, fino allo scioglimento dell’enigma, che punta troppo platealmente sull’effetto sorpresa e copia l’idea del “Sesto Senso”, il film mette alla prova i nervi dello spettatore giocando tutto sull’angoscia che nasce essenzialmente dal non mostrato, restituendo le sensazioni di certi classici della letteratura gotica (impossibile non pensare a “Giro di vite” di Henry James o a certi romanzi delle sorelle Bronte). Horror raffinato (almeno fino al finale, come si è detto sopra), ben diretto e benissimo fotografato, “The Others” ha la sua vera carta vincente nella protagonista, una straordinaria Nicole Kidman: eterea, quasi impalpabile, mette i brividi per come pretende di difendere i suoi bambini dalla confusione che nasce quando il mondo dei vivi incontra e si confonde con quello dei morti.

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