Qualcosa è cambiato

Jack Nicholson è un attore grandioso. Non c’è molto bisogno di giustificare questa tesi. Tutte le sue interpretazioni hanno qualcosa di perfetto.

Anche questa commedia, sebbene non convincente nella sceneggiatura, ci regala un Nicholson che nonostante il passare degli anni è incredibilmente convincente e dotato di uno stile del tutto personale. Il ruolo del pazzo, in tutte le sue versioni, gli si addice (e lo ha dimostrato in gran parte dei suoi film). Qui siamo di fronte ad un pazzo classico, quello che cammina per strada in modo ridicolo, che ha paura di tutti e non si fida di nessuno, insomma uno dotato di complessi incredibili. Eppure fa lo scrittore, e pare avere anche un certo successo, visto che vive in piena Manhattan e in un appartamento coi fiocchi. Cosa succede? Cattivo e scontroso, il matto Melvin ritornerà pian piano ad una normalità non troppo convincente per amore di un cane e di una cameriera e per l’amicizia fraterna con un noto pittore gay suo vicino di casa e padrone del cane. In poche parole nulla reggerebbe nella storia, se non ci fossero attori atraordinari a tentare di tenerla in piedi: il già citato Jack Nicholson, giustamente vincitore del Golden Globe, l’ottima Helen Hunt che nel ruolo di cameriera è forse il personaggio più convincente di tutti, Greg Kinnear, il pittore in preda a crisi peggiori di quelle del matto vicino di casa, un fantastico Cuba Gooding jr., da sempre sottovalutato ma in realtà dotato di capacità notevoli nella commedia come nel film d’azione.

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