PROFUNDO CARMESI

di Arturo Ripstein(Messico, 1996, 113’)

Road movie su due serial killer per caso. Dei bellissimi movimenti della macchina da presa(soprattutto negli interni) accompagnano i due protagonisti nel loro delirante viaggio di passione. La strana coppia al centro della vicenda inganna le persone che incontra, senza porsi limiti etici. Ce n’è per tutti, signore di mezza età depresse e alcolizzate, fanatiche religiose, candide ragazze madri vedove. A connettere fatti e persone c’è la posta, delle lettere piene di speranza. Speranza che non ha certo la sceneggiatrice che, pur ispirandosi ad un fatto di cronaca, ha una visione fin troppo cruda e rassegnata dello stato delle cose. Convicenti i due attori principali, entrambi danno vita a due personaggi viventi nel mito di qualcuno che non potranno mai essere. Lei conduce il gioco, lui è convinto di condurlo. Interessante la fotografia. Tuttavia c’è qualcosa che disturba: la storia; sia essa vera o meno, non puo’ che lasciare risentiti. La parola Fine la puo’ mettere solo la legge e chi la rappresenta, coloro che devono tutelare i cittadini, proteggerli dalla violenza…

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