The Matrix

Directed by Andy Wachowski
Larry Wachowski
Writing credits Andy Wachowski
Larry Wachowski
Cast
Keanu Reeves Thomas Anderson/Neo
Laurence Fishburne Morpheus
Carrie-Anne Moss Trinity
Hugo Weaving Agent Smith
Gloria Foster Oracle
Joe Pantoliano Cypher
Marcus Chong Tank
Paul Goddard (I) Agent Brown
Robert Taylor (II) Agent Jones
Julian Arahanga Apoc
Matt Doran Mouse
Belinda Mcclory Switch
Ray Anthony Parker Dozer
Fiona Johnson Woman in Red
Ada Nicodemou DuJour
Rowan Witt Spoon Boy

Eccomi qui a scrivere di uno dei film che ho atteso di piu’ in questo periodo…un film che prometteva azione, fantasia, ironia, grandi ideali e, soprattutto, spietati combattimenti, aspettativa che non è rimasta certo disattesa, anzi. Allora perche’ ora che l’ho visto non riesco a fare a meno di provare un senso di frustrazione, di incompiutezza, come se…mancasse qualcosa? L’idea di base del film è sicuramente buona, molto in tema con la visione del mondo futuristico a cui ha aperto le porte Gibson con le sue opere, significativa di un mondo che sempre più insistentemente si chiede dove sta andando, dove lo può portare il continuo sfruttamente delle proprie risorse, la progressiva tecnologizzazione, l’affidarsi sempre più alle macchine per eseguire i compiti più complessi e più elementari, ma non à evidentemente questo l’obiettivo di questo film, che cerca solo un motivo per decollare, per immergersi nell’azione più sfrenata, e allora ben venga, l’azione, ben vengano gli incredibili effetti speciali, gli addestramenti di Kung-Fu, ma se il film è davvero tutto qui, allora scusate, avrei davvero preferito vedere un Jackie Chan recitare le parti che più gli competono, il combattimento acrobatico e le rocambolesche evoluzioni, che, tra l’altro, è in grado di compiere senza ausilio di effetti speciali che riescono appena a soddisfare quel desiderio di potenza e di distruzione in cui riescono meglio film anche più mediocri come Godzilla o The independence Day, ecco, anche se la storia è tutt’altro che scontata, manche l’elemento thrilling, quel qualcosa, nei dialoghi, nelle scene, non so, fate voi, quel qualcosa che avrebbe dovuto tenermi con il fiato sospeso fino alla fine, in un’altalena di colpi di scena, ma qui colpi di scena non ce ne sono, siamo in una realtà virtuale, tutto è li’ per fartelo capire, quello è il grande segreto, finche’ non lo sai, il film non ha senso, per cui devi per forza intuirlo…visto anche il titolo. Il resto e’ una scopiazzatura bella e buona dai film più disparati, The Lawnmover Man (Il tagliarbe), di cui viene subito in mente la scena finale, l’innalzamento a divinità, la sovranità del mondo virtuale, forse espressione del desiderio umano di controllare l’ambiente che lo circonda…lasciamo perdere l’uscita dalla cabina del telefono e il volo, non so bene perche’, ma penso che nessuno avrebbe piu’ avuto da ridire, se avesse indossato una calzamaglia blu… Inspiegabili poi le scene “significative”, come il colloquio con il presunto oracolo…per sfuggire il luogo comune il film sceglie la via opposta, cerca situazioni reali, a contraltare all’illusione in cui vivono gli esseri umani, idea buona ma non brillante, lo spettatore in sala è in cerca di adrenalina, il colloquio rivelatore dovrebbe prepararlo, non confonderlo, perfino il comportamento del protagonista, vigliacco, quasi ridicolo, NORMALE che dimostra all’inizio e’ una forzatura, un qualcosa che passa inosservato, per la brevita’ che una tale scelta comporta…va bene cercare di uscire dai canoni, ma un film d’azione è un film d’azione, stravolgere i ruoli, i tempi e le situazioni per plasmare un controsenso, che dovrebbe sostituirsi alla trama o esserne il pilone portante richiede una calma e una ponderazione degli eventi che non è prevista, ed allora arriva la sparatoria, lo scontro finale, l’umanità risolleva la testa, affronta la macchina, si ribella, pretende di affermare la propria sovranità, laddove le macchine avevano portato la pace e la prosperità ad un mondo ormai finito, e tutto questo senza che si capisca perchè. cosa muove le persone, se non la fede in un uomo che uomo non è, perchè in grado di dominare la macchina e sottometterla, farla propria. Alla fine, rimane solo una domanda: cosa mai potrà fare un uomo, per l’intera popolazione umana, con tutta la sua carica di individuo, essere a se’ stante, che non potevano avere prima, se l’unica loro speranza è nella stessa realtà simulata che tanto si è fatto per abbattere?

^PAul ^
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“Ungi la spada, e abbevera il cavallo”

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