Fight Club

Forse farò saltare qualcuno sulla sedia, ma io l’ho vissuto proprio così questo film, come una
favola moderna.

Una favola figlia dei nostri tempi, dei nostri mali. Senza evocare l’apocalisse del fine
millennio, quello chè ho visto in quele due ore mi è sembrato specchio della attuale realtà.

Solitudine. Il vuoto insonne che porta lentamente alla deriva.

Malessere. Mai riconosciuto, sempre imbragato nella vita”normale”, fino a diventare schizzofrenia
incontrollabile.

Ribellione. Quella sana nei confronti del sistema capitalistico che man mano che si determina e
struttura diventa “regime” aberrante.

Così il protagonista ripercorre i passi di Mr. Hide e cerca un compagno di “giochi” suo alter ego
capace di trascinarlo dove lui, uomo coscente e ben inquadrato, non andrebbe mai.

Film favolà perchè anche storia d’amore con lieto fine.
Dove l’unico personaggio femminile, anch’essa monade vagante, attratta dal protagonista, ne
condivide il malessere fino alla fine, quando ricucita la sua schizzofrenia, egli riesce finalmente
ad abbracciarla coscientemente manifestando l’amore verso di lei.

Si può uscire dalla sala pensando di aver sprecato due ore di vita vedendo un film vuoto di
contenuti e pieno di violenza gratuita.
Beh, il bello del cinema sta proprio nella soggettività delle emozioni che suscita.

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