LA COMUNIDAD

Un’agente immobiliare (Carmen Maura), sposata ad un uomo quasi impotente e perennemente disoccupato, si installa abusivamente in un appartamento che avrebbe dovuto vendere. Nello stesso condominio viene trovato morto un vecchio, vincitore tempo prima di un’enorme somma di denaro al totocalcio. La prima a mettere le mani sui soldi sarà naturalmente l’ultima arrivata, che dovrà però vedersela con i terribili e spietati coinquilini dell’anziano, da anni in trepida attesa della sua morte.
Tra scontati rimandi a Hitchcock e a Polanski (L’inquilino del terzo piano), de la Iglesia gira un grottesco che funge da esagitata parabola sull’avidità umana. Poco di originale e nulla di memorabile ma, visti i mediocri trascorsi del regista (Azione Mutante, El dia de la bestia), il film può dirsi abbastanza riuscito, più violento, feroce, sbracato e, tirate le somme, simpatico di un qualsiasi prodotto medio hollywoodiano. Non ci si aspetti, ovviamente, una commedia di classe alla Lubitsch né un perfido pamphlet wilderiano, però il divertimento non è del tutto assente e la sequenza finale sui tetti è un buon momento di cinema. Grande, come al solito, l’interpretazione di Carmen Maura, donna di mezza età che fiuta l’occasione della sua vita e non vuole lasciarsela sfuggire a nessun costo, molto raffinati i titoli di testa, ispirati a quelli creati dal grande Saul Bass.

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