Lo zio di Brooklin

Nella sala dove è stato proiettato il film a Torino, ho assistito a delle scene di degenerazione peggiori di quelle che Ciprì e Maresco avevano riservato a Palermo.
Le risate scroscianti che hanno accompagnato la scena iniziale dove un ragazzo malridotto si toglie con naturalezza l’occhio finto, come faceva un mio amico d’infanzia, erano il preludio alla crassa e chiassosa visione del film.
La grottesca caratterizzazione di una città del sud porta dei dubbi tra il pubblico che si scambia commenti del tipo “certo che giù sono proprio messi male”.
Alcune inquadrature mi ricordavano “Delicatessen”,pur senza quei grandangoli esagerati .
L’esclusiva presenza di uomini invece sembrava imitare la scelta dei Monthy Pyton di molti dei loro film.
Altra forse involontaria citazione, “Le iene”, in un capannone industriale abbandonato dove si svolge un’interrogatorio .

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