Psyco

Un film di Gus Van Sant
scritto da Joseph Stefano
con Anne Heche
Julianne Moore
Vince Vaughn
musiche di Danny Elfman
prodotto da Imagine e Universal Pictures

Curioso. Decisamente curioso. E’ la definizione più appropriata che mi venga in mente per questo film, che più che un film è un esperimento. Un esperimento tutt’altro che stupido. Insomma, diciamoci la verità: quanti remake di celebri film ci sono davvero piaciuti? Direi nessuno. Magari si trattava di buoni film, ma certo niente a che vedere con l’originale…

Gus Van Sant deve aver pensato qualcosa di simile quando ha deciso di rifare Psycho – praticamente una bestemmia cinematografica, qualcosa di molto simile ad un tentato suicidio artistico – e senza alcuna vergogna ha fatto la cosa più ovvia: ha rifatto esattamente lo stesso film. Lo ha rifatto inquadratura per inquadratura, con una scansione filmica praticamente identica: credo che più del novanta per cento di questo Psycho potrebbe essere sovrapposto al suo celebre predecessore e, come un foglio trasparente, scomparirebbe coincidendo esattamente, fotogramma per fotogramma, con l’originale. Non nascondo che il dubbio che si trattasse di una sciocchezza mi ha assalito, all’uscita del cinema, ma a pensarci bene si tratta di una scelta davvero raffinata, quasi una sfida: non reinterpretare un celebre film, non proporlo con uno sguardo diverso, ma semplicemente rifarlo, come se il vero scopo fosse solo quello di conservarlo più a lungo dandone una stampa più nitida e recente. Rifare banalmente. Una scelta originale.

Una scelta originale, ma ingannevole. Gus Van Sant, infatti, è un artista troppo completo e maturo per poter davvero rinunciare a qualsiasi diritto sulla sua opera. E così, illudendoci gradevolmente di limitarsi a rifare Hitchcock, realizza in realtà un suo sogno d’infanzia: mettere in scena la celebre storia di Robert Bloch. Ovviamente, nel tentativo di realizzarla nel miglior modo possibile, da persona intelligente si rende conto di non poter fare altro che rifare Hitchcock, ma come ovvio ci mette del suo. Innanzitutto una brevissima sequenza visionaria alla Van Sant, con tanto di mucche psichedeliche a tentare di mostrare visivamente il contenuto del folle cervello del povero Norman. Poi un lavoro sugli attori che influenza più il personaggio di Marion che quello di Norman. Mentre il secondo è infatti un tentativo di emulare esattamente il caro Anthony Perkins, la prima è una donna decisamente più anni Novanta rispetto all’originale, è una sicura di sè, che guarda i soldi appena rubati non con l’occhio di una povera ragazza sconvolta e accecata dall’amore, ma con lo sguardo compiaciuto che solo chi ha visto Pulp Fiction ha davanti ad una qualsiasi marachella appena compiuta, sia essa grande o piccola. Infine, un piccolo tocco di maestria che pochi registi hanno, e che in molti casi fa la differenza: il gioco raffinato che Van Sant fa continuamente con il confronto tra le due epoche. Se Marion è una ragazza anni Novanta, non sono affatto anni Novanta nè il paese in cui si ferma, nè l’ufficio in cui lavora, nè tantomento i personaggi con cui ha a che fare, primo fra tutti Norman Bates. E a conferma di ciò, qualche piccolo stratagemma, come la centralinista che risponde al capo della polizia, una chicca che richiama immediatamente il primo Psycho, che aumenta vertiginosamente il gusto per il particolare che hanno i fanatici di questo genere di film, che confonde le epoche, già di per sè piuttosto confuse da una regia che, come detto, non ha praticamente nulla a che fare con la odierna scuola mtv-tarantino-rodriguez.

A prescindere dall’eterno e probabilmente irrisolvibile dibattito sul valore cinematografico del remake, Psycho è un ottimo film, una lezione e una proposta su quale potrebbe o dovrebbe essere la giusta via per rifare i capolavori del passato, ammesso che sia necessario rifarli. Un solo, piccolo, appunto: gli attori sono ottimi e si vede chiaramente che hanno fatto un gran lavoro. Peccato, però, che lo sguardo di Vince Vaughn non abbia nulla a che fare con il grande Anthony Perkins.

Informazioni sul film presso www.psychomovie.com o su IMDB Psycho (1998)

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