Gendernauts

Non nuova alle scene cinematografiche gay lesbiche mondiali, la Treut aveva già vinto il Festival di Torino nel 1991 con My father is coming.
La femmina della iena maculata ha il clitoride particolarmente sviluppato, ed una grande quantità di testosterone nel sangue soprattutto durante la gravidanza. A partire da qui la regista ci accompagna in una viaggio fra le identità mutanti, i cyborg, quelle persone che, con l’aiuto delle nuove tecnologie migrano da un sesso all’altro, o in ogni altra regione intermedia. In particolare l’analisi si sofferma su quei gendernauti biologicamente femmine che, attraverso l’uso del testosterone, acquistano una nuova identità maschile, o intermedia. Nel documentario si intervistano cyborg e guru della cancellazione del genere. Queste vengono alternate ad immagini di autoesaltazione dei nuovi corpi mutati. Il tutto viene inserito nel contesto nel quale vivono e sono inseriti: le loro abitazioni ed i negozi dove si “acquistano le nuove identità”.
L’indagine della regista appare volutamente acritica e lascia trasparire una delle necessità fondamentali dei cyborg (oltre a quella di voler migrare di sesso): tutti i cyborg intervistati sono della California bene e sembrano piuttosto ricchi. Sembra di assistere alla storia di un gruppo di amici bene della baia. Quindi si può far di tutto con il proprio genere, a patto che si abbiano i soldi per farlo.
Dalle interviste con i cyborg migranti da femmina a maschio appare il punto dolente di tutta la teoria. Quante di queste ex donne hanno veramente riflettuto su loro stesse, sulla femminilità e sulla mascolinità?
“Da quando prendo il testosterone sono meno passivo, ed ho anche una maggiore attività sessuale.” Quanto si ricerca lo stereotipo eteropatriarcale? Quanto l’immagine del maschio forte si è insinuata in queste menti? In questo senso il film va visto come un canto sconvolgente della libertà di se stessi, senza voler approfondire.
Questo documentario fa una panoramica su tutti gli aspetti del problema ed invita alla riflessione e, probabilmente proprio a causa del tema scottante, ha vinto il premio della giuria documentari.

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