Crash

E’ bastato un culo scoperto, maliziosamente, esposto in un balcone rivolto al lento scorrere americano di infinite automobili e nelle sale si scatena il popolo italico in cerca di emozioni forti. Tutti delusi, le emozioni sono si forti, ma troppo celebrali per arrivare ai più. Cronemberg sembra sfidare se stesso nella trasposizione filmica di opere che, come quella di W.Burroughs, sembrano il frutto di menti lucidamente deliranti al limite della scientificità.

Stabilire cosa è rimasto dello spunto di J.Ballard non è cosa semplice; sembra emergere soprattutto la forma estetica delle perversioni feticiste del romanzo. Non tutti sono capaci a vedere un film senza individuare un personaggio nel quale identificarsi e vivere le vicende dai suoi occhi. In Crash questa operazione è difficile ed anche per questo motivo risulta ruvido e insopportabile. Non vi preoccupate: è uscito “A spasso nel tempo”.

C.Z.

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